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Home Leone XIII (1810-2010) don Bosco e Leone XIII
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Don Bosco prevede l’elezione di Leone XIII

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Inverno 1878, don Bosco era a Roma, tornato in Vaticano era ansioso di parlare col Card. Segretario di Stato e, non sapendo dove trovarlo, si aggirava per le strade e i corridoi, che in occasione del conclave divenivano altrettante cellette di seminaristi. Centinaia di operai lavoravano alacremente giorno e notte agli ordini del Card. Pecci, Camerlengo di Santa Chiesa, con il quale don Bosco si incontrò.

“Ecco qui è il Card Camerlengo, l’Em. Pecci”, gli fu detto.

Don Bosco guardò l’angelico volto del porporato e, avvicinandoglisi, con filiale affetto gli disse: “Vostra Eminenza, mi permette che le baci la mano?”

“Chi è lei che si avvicina con tanta autorità?”.

“Io sono un povero prete che ora bacia la mano di Vostre Eminenza pregando, con ferma speranza, che fra pochi giorni possa baciarle il sacro piede”.

“Badate a quello che fate! Vi proibisco di pregare per quanto dite!”.

“Ella non può proibirmi di chiedere a Dio quello che a Lui piace”.

“Se voi pregate in questo senso, io vi minaccio le censure!”.

E don Bosco: “Ella finora non ha autorità di infliggere censure; quando l’abbia, saprò rispettarla”.

“Ma chi è lei che mi parla così autorevolmente?”.

“Sono don Bosco”.

“Per carità, tacete di questo! È tempo di lavorare e non di scherzare”.
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Ma, come don Bosco aveva predetto, il 20 Febbraio, 14 giorni appena dopo la morte di Pio IX, l’Eminentissimo Cardinale Gioacchino Pecci, arcivescovo di Perugia, fu eletto papa e prese il nome di Leone XIII.

E il 21 Febbraio don Bosco si affrettò a testimoniare al nuovo Pontefice la devozione sua e quella dei suoi figli.

[Fonte: Don Bosco e il soprannaturale, di Michele Molineris, Elledici, Torino, 2010]