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Home Leone XIII (1810-2010) La Croce sul Monte Capreo
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La croce del monte Capreo

Un monumento costruito per volontà di Leone XIII

Il lavoro preparato dai ragazzi della scuola media Leone XIII rappresenta un
esempio di approfondimento culturale che nel suo ambito ricomprende aspetti
complessicome la ricerca storica, linguistica, giornalistica ed antropologica.
Dentro questopezzo di intenso e proficuo percorso formativo ha trovato spazio
anche la costruzione diuno scambio culturale con la comunità di Concesio in
provincia di Brescia, città nataledi Paolo VI.

L’oggetto della ricerca è stata l’istallazione verso la fine del lungo pontificato di
Leone XIII, di numerose croci monumentali in diverse vette d’Italia. Questa
attivitàdidattica incontra due importanti anniversari: il Bicentenario della nascita
di Leone XIII ed il 150° dell’Unità d’Italia. Particolarmente significativa a questo
proposito è la letteradel Presidente della Repubblica, indirizzata ai ragazzi, che
sostiene ed incoraggia l’iniziativa facendo esplicito riferimento ai monumenti e
agli itinerari valorizzati dal progetto in questione.

Per ciò che riguarda la croce monumentale di Carpineto Romano, eretta sul
monte Capreo a 1478 m. slm per celebrare il Giubileo del 1900, si può senza
alcun dubbio sostenere che rappresenta per la nostra comunità, oltre che un
segno dalla profonda valenza religiosa, un aspetto fortemente identificativo del
paesaggio lepino. Come è stato riportato nella presente pubblicazione già dal
1651 erano state poste tre croci sul monte Capreo, una delle vette che soleva
scalare il giovane Vincenzo Gioacchino Pecci e che ancora oggi porta il suo
nome (punta Leone XIII), a testimonianza della profonda spiritualità di questa
antica comunità.

Ricordo ancora lo sgomento tra i cittadini quando alla fine degli anni novanta la
croce del Capreo gravemente lesionata nelle sue fondamenta e nella parte
metallica, precipitò rovinosamente a terra. Quel simbolo, che si ergeva con uno
stacco di più di 1000 metri d’altezza dal centro abitato, adornato da un
suggestivo scenario naturale, caratterizzato da una vasta foresta di castagni,
di carpini fino ad arrivare alla sommitàdove svettano i secolari faggi, era
scomparso dall’orizzonte.

Grazie ad un tempestivo intervento di restauro la croce tornò al suo originario
splendore continuando a dominare dall’alto l’intero territorio lepino, così come
volle il Papa delle “cose nuove”.

Grazie allo studio predisposto dai ragazzi della scuola media si è, inoltre,
contestualizzato storicamente tale evento, in cui venne costruita la croce e poi
inaugurata il 29 Agosto 1901, portando alla luce preziose notizie inedite che
fanno parte della nostra comune memoria storica.

 
Le prime tre croci sul monte Capreo

Il Monte Capreo da sempre è stato un luogo di culto per i carpinetani, infatti
sappiamo che già nel 1651 vi erano tre croci: “1651. Furono messe le tre croci
nella metà del Monte Capreo. Nella Croce di mezzo oltre le benedizioni
particolari fu adornata delle reliquie dei SS. Vittorio, Felice, Fortunato e
Fulgenzio: fu levata dal convento di S. Pietro e portata in detto monte
processionalmente. Furono suonate tutte le campane e sparate monte
archibugiate per allegrezza e nella montagna e nella terra. Dopo l’elevazione
di detta croce non si è più patito di grandine”1. Attorno alla metà dell’800, il
futuro Papa, in una delle sue ultime visite a Carpineto, si era recato sulla vetta
del Capreo:
“The late Pope (says the Revue de Mont Blanc) was a noted Alpinist in his
students days. He loved to pass his holidays making climbs in the Italian Alps
and has ascended some of the most difficult peaks in company with the guide
Ludovico Salvagni, who died many years ago. The most difficult ascent
accomplished by young Pecci was the Monte Rosa. On another occasion he
conducted a party of villagers to the summit of mount Capreo to repair a cross
on the top that had been blown down in a storm”2.

Notizia che viene confermata anche da un’altra fonte, che ci parla delle 3 croci
e dei danni subiti:
“Dopo godutosi lo stupendo spettacolo, si accorse che una delle tre croci di
faggio ivi piantate da tempo immemorabile era stata rovesciata e frantumata
dal fulmine. Appena tornato nel paese, eccitò i suoi compaesani a collocare sul
Capreo una nuova croce; senza por tempo in mezzo, il can(onico) Gavillucci,
suo primo maestro, si recò con altri preti e secolari, e adempì al suo voto”.3
L’operazione fu conclusa nel 1864, quando sappiamo che le tre croci furono
benedette: “1864. Benedette le tre croci nuove, essendo state atterrate quelle
collocate alla cima del monte Capreo dagli avi nostri”4. Queste tre croci furono
sostituite dalla croce attuale, i cui lavori terminarono nel 1901:
"Fu pure per aderire ad un suo desiderio che, il 29 agosto 1901, vi venne eretta
la gran croce che domina la intera regione”.5

1 “Archivio S. Francesco a Ripa , Memorie toccanti la fondazione S. Pietro”,
citato in Italo Campagna, “Karpineta”, Cori 1991, pg 92-xiii
2 “Grey River Argus” (Greymouth - Nuova Zelanda), 21/09/ 1903 “L’ultimo
Papa (dice la rivista del Monte Bianco) fu un famoso alpinista nei suoi giorni da
studente. Lui amava passare le sue vacanze facendo scalate sulle Alpi Italiane e
ha scalato alcune delle vette più difficili in compagnia della guida Ludovico
Salvagni,il quale morì molti anni fa. La scalata più difficile, compiuta dal giovane Pecci, fu il Monte Rosa. In un’altra occasione egli condusse un gruppo di abitanti del villaggio sulla sommità del Monte Capreo per restaurare una croce sulla vetta che era stata abbattuta durante una tempesta”.
3 J.Fraikin, “Infanzia e giovinezza di un Papa”, p.395-396, Grottaferrata 1914–
ristampa Carpineto Romano 2000.
4 “Archivio comunale carpinetano, corrispondenza 1864”, in “Karpineta”, cit.,
pg. 92-xiii
5 J.Fraikin, “Infanzia e giovinezza di un Papa”, p.395-396, cit.

La Croce sul Monte Capreo

La croce sul monte Capreo fu inaugurata il 29 agosto dell’estate del 1901, ma
il suo progetto cominciò a prendere corpo nel 1896, quando a Fiesole si riunì il
XIV° Congresso Cattolico Italiano. La croce fu costruita per volontà di Papa
Leone XIII, che vedeva in quel simbolo e nei monumenti al Redentore il segno
dell’Alleanza con Cristo e la celebrazione di venti secoli di Cristianesimo. A
Fiesole si decise di consacrare 19 monti per la costruzione delle croci e il nipote
del Papa, conte Ludovico Pecci, propose di inserire nell’elenco anche il monte
Capreo.

“Fatta la scelta delle venti montagne, da ognuna di esse fu cavata una pietra e
tutte insieme furono utilizzate per la chiusura della Porta Santa della Basilica
Vaticana nell’anno Santo 1900. Su ognuna fu incisa una scritta, che Leone XIII
volle personalmente controllare. La pietra proveniente da Monte Altino di
Maranola recava questa epigrafe: Monte Altino Lapis Desectus S. Ianuae
Observandae An. Iubil. MCM” ossia:
Pietra estratta da Monte Altino per la Porta Santa anno Giubilare 1900”10.
Per la sua costruzione vennero istituiti Comitati e sottocomitati locali con il
compito di raccogliere fondi e si scelse la punta Leone XIII del monte Capreo, la terza vetta per altezza dei monti Lepini con i suoi 1468 m. La croce, in lamina di ferro, pesa 38 quintali, al centro c’è una raggiera in alluminio di 4 m. di diametro. Dalla pergamena, posta nella prima pietra del basamento della croce, sappiamo che era: “l’anno santo 1900, ventesimo terzo del Pontificato dì Leone XIII… è stata posta la prima pietra di questo monumento alla Croce dal Conte Ludovico Pecci…L’iniziatore di questo monumento fu l’ eccellentissimo Sig. Conte Lodovico Pecci, che aprì una sottoscrizione alla quale concorse SS. Leone XIII con una cospicua somma. II Duca Giuseppe de Loubat, ed i carpinetani colle loro offerte…Seguono le firme dei presenti a questa funzione. Conte e Contessa Lodovico e Vittoria Pecci, Cav. Pio Centra, primo aiutante
di camera di Sua Santità ,Costantino Luciani Bizzarri, sindaco di Carpineto”11;
inoltre che a dirigere i lavori fu chiamato il Cav. Ing. Antonio Maria Camaiti, che il lavoro in ferro fu eseguito dai fratelli Vanni di Roma e quello in pietra fu opera degli scalpellini:
Angelo De Petris e Vincenzo Simoni.12 Una messa all’aperto fu celebrata da
Monsignor Tonietti, arcivescovo di Tiana, alla fine della quale furono liberati dei
piccioni che portarono la lieta notizia al Santo Padre. Tutte le campane di
Carpineto suonarono e per tre giorni il paese fece festa13. La notizia fece il giro
del mondo:
“In honor of the Pope.
A gigantic cross, 60 feet high, was unveiled towards the end of August on the
summit of Monte Capreo, near the birthplace of Pope Leo XIII, in the presence
of MonsignorTornielli and clergy, the members of the Pecci family, and a large
assemblage. The Pope sent a telegram to the local organising committee,
praying that the symbol of the Redemption then unveiled might serve as a
pledge of protection and prosperity for his native place. His Holiness has
composed some Latin verses in celebration of the 10.

Dal lavoro fatto dagli alunni dell’Istituto Comprensivo “Alighieri” di Formia (Lt)
11 Testo della pergamena pubblicato in: “Il Capreo” a cura di Italo Campagna,
Carpineto Romano 1998, pg.41

12 Dal libro “Karpineta” a cura di Italo Campagna pg. 92
13 Dal libro “Il Capreo” a cura di Italo Campagna pg. 45
15 event”14. Ma ciò che colpì molto l’immaginario degli americani fu che il papa scrivesse in latino: “The Pope’s Latin Verse. Pope Leo’s facility in writing Latin verse has often been commented upon. Some of his shorter pieces are
charming bits of humor and tenderness, and reveal the lovable side of the
Grand Old Man of the Vatican. The form is exquisite-reminiscent of Horace,
with a purity of touch and sentiment that Horace never attained. Any little
incident will suffice a picturesque peasant of the Campagna standing before a
wayside shrine, a birthday, a sobbing fountain in a court. His most
recent effort grew out of the raising of a gigantic cross on the summit of Mount
Capreo, near Carpineto, his birthplace. The ceremony took place in the
presence of Mgr. Tornielli the members of the Pecci family, and numerous
spectators. It so impressed the Holy Father that he embalmed its memory in a
series of splendid verses.”15

Fu così che la Croce divenne un elemento del paesaggio: “To the right the
frowning Monte Capreo, with the tall cross on its summit, is only surpassed in
heighty Monte Semprevisa, 5,040 feet above the level of the sea. The
mountains that Leo XIII still loves surround his natal home, and, while they
protect, overshadow”16