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Home Leone XIII (1810-2010) Le spoglie di s. Teresa
Le spoglie di s. Teresa PDF Stampa E-mail
Le spoglie della carmelitana S. Teresa di Lisieux nella terra di papa Leone

In questi ultimi tempi si assiste sempre più a pellegrinaggi singolari ed inversi: i fedeli che si vedono raggiunti dalle reliquie di santi quasi in casa. Così per le reliquie della carmelitana santa Teresa del Bambino Gesù, giunta in Carpineto il 12 febbraio u.s. provenienti da altro luogo, condotte processionalmente, dal clero, dalle autorità civili e militari e dal popolo festante attraverso via G. Matteotti, ricevute davanti la chiesa Collegiata e ospitate nella chiesa di san Giovanni dalle Suore del Carmelo
Un evento certamente che ha commosso tutti coloro che hanno potuto assistervi (mentre il sottoscritto per motivi di famiglia rimaneva in Roma, assisteva contemporaneamente attraverso il video, ad altra  manifestazione indetta dal Vaticano per le reliquie di santa Bernadette Soubirous, a ricordo dell’apparizione di Lourdes, e seguire poi con una certa commozione dalla propria finestra romana le stesse reliquie che dopo circa un’ora da piazza san Pietro venivano accolte nella nostra parrocchia romana di san Giustino martire.

In tempi passati altre reliquie care ai carpinetani come ai sezzesi: quelle di san Carlo da Sezze vissuto intorno al 1645 nella comunità francescana di san Pietro ed ebbe qui terribili visioni demonianche che raccontò magistralmente nelle sue opere. Le sue  reliquie vennero venerate per giorni in Carpineto negli anni ’60 del XX secolo.
Questi misteriosi ritorni del sacro ci fanno ricordare come anche la terra di Carpineto fu terra di santi o santi visitatori specialmente nel convento di san Pietro: san Carlo da Sezze parla di alcuni confratelli morti qui in concetto di santità; si conoscono  altri giovani studenti francescani morti martiri nella  lontana Cina; mentre vi verrà sepolto il carpinetano P. Vincenzo Cacciotti.
Vennero in predicazione san Leonardo da Porto Maurizio, il beato p. Baldinucci, san Paolo della Croce, e poi San Gaspare del Bufalo e santa Maria de Matthias che vi fondarono congregazioni ed istituti.

Ma per ritornare alla francese santa Teresa di Lisieux, quale il nesso con Carpineto oltre la presenza del rigoglioso monastero carmelitano S. Anna in  san Giovanni? In realtà il manifesto sacro composto dalle solerti suore carmelitane ci svela l’arcano: la storia di santa Teresa si lega fortemente alla persona del pontefice carpinetano Leone XIII, di cui in questi giorni si stanno preparando le celebrazioni del bicentenario della nascita. Un’anteprima di grande effetto, i  cui legami sono ricordati dalla giovane santa nel suo celebrato scritto” Storia di un’ anima”.

Essa racconta alle sue superiore che la obbligano a scrivere un suggestivo libro di memorie, la travagliata entrata nel Carmelo datata fine anno 1886. L’origine fu un interessante pellegrinaggio in Italia toccando svariate città del nord fino a giungere a Roma per essere ricevute - era la sua segreta speranza -insieme a pellegrini  francesi, proprio in Vaticano per chiedere a papa Leone XIII la grazia di potere entrare a quindici anni nel Carmelo.
“Sei giorni passarono a visitare le principali meraviglie di Roma, e fu al settimo che vidi la più grande di tutte: “Leone XIII”.
Domenica 20 novembre 1887 –seguiamo il suo diario- dopo esserci vestiti secondo il cerimoniale del Vaticano  (e cioè in nero, con un velo di merletto in testa) ed esserci decorate con una grande medaglia di Leone XIII, attaccata ad un nastro blu e bianco, abbiamo fatto  ingresso nella cappella papale in Vaticano…Dopo aver benedetto i numerosi pellegrini riuniti attorno a lui, salì i gradini dell’altare e ci mostrò, con la sua pietà degna del Vicario di Gesù, che era veramente il Santo Padre Dopo la messa di ringraziamento che seguì quella di Sua
Santità cominciò l’udienza. Leone XIII era seduto su una grande poltrona, vestito
semplicemente con una veste bianca, una mantellina dello stesso colore e sulla testa non aveva che uno zucchetto, attorno a lui cardinali, arcivescovi e vescovi ma io non li ho visti se non in complesso, essendo presa dal Santo Padre, noi passavamo davanti a lui in processione, ogni pellegrino si inginocchiava a turno, baciava il piede e la mano di Leone XIII, riceveva la sua benedizione e due guardie nobili lo toccavano secondo l’uso indicando a lui che si doveva alzare.
Era proibito parlare a Leone XIII. Baciata la sua pantofola, lui mi presentò la mano ma invece di baciarla io congiunsi le mie ed alzando gli occhi pieni di lagrime esclamai: Santissimo Padre, ho una grande grazia da chiederle…
Allora il sovrano Pontefice abbassò la testa verso di me, in modo che il suo viso toccava quasi il mio,e io vidi i suoi occhi neri e profondi fissarsi su di me e sembravano penetrarmi fino al fondo dell’anima:- Santissimo Padre - gli dissi - in onore del vostro giubileo permettetemi di entrare al Carmelo a 15 anni…”
    Alla richiesta così inaspettata, racconta la santa, papa Leone rimase sorpreso
dicendo: "Non capisco molto bene” e poi, dopo una sbrigativa spiegazione di un ecclesiastico, papa Leone guardandola con bontà e pronunciando queste parole  sottolineate con il tono ogni sillaba: "Voi entrerete nel Carmelo se il buon Dio lo vorrà”. E così fu.

Prof. Italo Campagna