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Vangeli pasquali PDF Stampa E-mail
La liturgia della Parola del tempo pasquale è un continuo inno di esultanza perché Gesù, nostra vita, è risorto.
I vangeli delle domeniche del tempo di Pasqua ci accompagneranno con figure, simboli o personaggi: quasi un crescendo del nostro cammino interiore.

Nella II domenica di Pasqua Tommaso sarà nostro compagno di cammino: la sua incredulità è la nostra prova di fede! Di fronte a Gesù o nel nostro cuore quante volte diciamo: “Se non metto il dito, se non vedo con i miei occhi…”. Gesù, invece, insegna a Tommaso, e ad ognuno di noi, a fidarsi e a credere “pure senza vedere”. La professione di fede di Tommaso – “Mio Signore e mio Dio” risuoni nelle nostre orecchie e ci accompagni come preghiera spesso, perchè il Signore aumenti e conservi la nostra fede.

I discepoli di Emmaus ci inviteranno a percorrere con loro la strada per riconoscere Gesù: siamo nella III domenica di Pasqua.
“Noi speravamo che fosse Lui…”. Spesso è tangibile la nostra delusione dopo aver sperato, dopo esserci affidati al Signore, dopo aver riposto in Lui tutte le nostre attese e speranze.
Ma facciamo nostra la loro splendida preghiera: “Signore, resta con noi, ormai si fa sera”.
E' l'invito alla speranza: tu, Signore, sei con noi, e con te non temiamo nulla.

Nella IV domenica di Pasqua ci accompagnerà lo stesso Gesù, il buon Pastore. “Io sono la porta delle pecore”… e noi riconosceremo la “sua voce” come quella di una persona cara. Questo paragone di Gesù rende subito evidente il fatto che quando ci sentiamo chiamare, rispondiamo all’istante se riconosciamo la voce. Se, invece, non riconosconosciamo la voce di chi ci chiama, restiamo per un po’ pensierosi e, forse, interdetti.
Dobbiamo essere capaci di riconoscere la voce di Gesù fra le mille voci che ascoltiamo quotidianamente, perchè è Lui il solo Pastore delle nostre anime.

Nella V domenica di Pasqua torna Tommaso con una richiesta: “Signore, mostraci il Padre”.
Ma è Gesù la via, la verità e la vita, anche per noi, oggi.

Gesù, che non ci lascia orfani, è il simbolo che ci accompagna nella VI domenica di Pasqua: egli si prepara per salire al cielo, ma promette lo Spirito che non ci lascerà mai soli.