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Le dodici stelle dell’Europa:
la bandiera ispirata alla corona della Vergine Giovedì 10 luglio a Bruxelles con solenne cerimonia è stata presentata la bozza definitiva della Costituzione d’Europa. E’ quella nel cui preambolo non si è fatto il nome del Cristianesimo, provocando le ben note polemiche e la protesta della Santa Sede. Ma quella stessa costituzione, nel definire i propri simboli, ribadisce solennemente che la bandiera europea è azzurra con dodici stelle disposte a cerchio.

Ebbene, sia i colori, che i simboli, che la loro disposizione in tondo, vengono direttamente dalla devozione mariana, sono un segno esplicito di omaggio alla Vergine.

Le stelle infatti sono quelle descritte nell’Apocalisse: “nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle” (Ap 12, ). Quella donna misteriosa, per la tradizione cristiana, è la Madre di Gesù. Anche i colori derivano da quel culto: l’azzurro del cielo e il bianco della purezza verginale. Nel disegno originario infatti le stelle erano d’argento e solo in seguito hanno preso il colore d’oro. Insomma, anche se ben pochi lo sanno, la bandiera che sventola su tutti gli edifici pubblici dell’unione sono invenzione di un pittore che si ispirò alla sua fervente devozione mariana. La vicenda inizia nel 1949 quando a Strasburgo fu costituito un primo “consiglio d’Europa”. L’anno dopo, anche per poter giustificare con qualche iniziativa la sua esistenza, il Consiglio bandì un concorso aperto agli artisti europei per una bandiera comune. Alla gara partecipò pure Arsène Heitz, che come molti cattolici portava al collo la “Medaglia Miracolosa” coniata in seguito alle visioni di santa Catherine Labourè: questa religiosa rivelò di aver avuto l’incarico dalla Madonna di far coniare e diffondere la medaglia ove campeggiassero le dodici stelle dell’Apocalisse e l’invocazione: “Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te”.

Arsène Heitz non era soltanto uno degli innumerevoli cattolici ad aver su di sé quella medaglia nata da un’apparizione, ma nutriva una speciale venerazione per l’Immacolata. Il bozzetto, con sua sorpresa, vinse il concorso, la cui commissione era presieduta da un belga che non conosceva le origini del simbolo, ma fu profondamente colpito dai colori, che erano quelli del neonato Stato d’Israele. In una prospettiva di fede è felicemente simbolica questa unione di richiami cristiani ed ebraici. Anche il numero delle stelle sembra collegare direttamente le due fede: dodici i figli di Giacobbe e le tribù di Israele e gli Apostoli di Gesù. Dunque, il giudeo-cristianesimo, che ha costruito il Continente, unito in uno stendardo. Nel 1955 il bozzetto fu adottato definitivamente come bandiera della nuova Europa.

A conferma dell’ispirazione biblica e al contempo devozionale del simbolo, il pittore riuscì a far passare la sua tesi, quando gli Stati membri erano ancora soltanto sei: sostenne che il dodici era, per la sapienza antica, un simbolo di “pienezza” e non doveva essere mutato neanche se i membri avessero superato quel numero. Come è stato definitivamente stabilito dalla nuova Costituzione. La seduta solenne nella quale la bandiera fu definitivamente adottata, nel 1955, si tenne in un giorno determinato solo dagli impegni politici dei Capi di Stato: quel giorno era un 8 dicembre, quando cioè la Chiesa festeggia la festa dell’Immacolata Concezione. Un caso, certo, per molti.

Ma forse per altri il segno discreto ma preciso di una realtà “altra” in cui ha un significato che per almeno mille anni, sino alla lacerazione della Riforma, proprio Maria sia stata venerata da tutto il Continente come “Regina d’Europa”.