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Madre Elvira: breve storia PDF Stampa E-mail

 

Madre Maria Elvira del Santissimo Sacramento

(Segni 19.10.1929 – Carpineto Romano 10.06.2012, solennità del Corpus Domini)


Nasce a Segni (Roma) il 19 ottobre 1929, sotto il pontificato di Pio XI e le viene dato il nome di Lorenza. È la quarta di nove figli: Assunta, Bruna, Luigina, Lorenza, Pietrina, Elvira, Ester, Vincenza, Ascenzo.

A quindici anni, entra nella Congregazione delle Suore del Santissimo Sacramento del Beato Pietro Vigne, dove già aveva emesso i voti la sorella maggiore, Bruna (sr Maria Giovanna). Emette i primi voti nella Congregazione il 19 settembre 1948, prendendo il nome di Elvira – la sorellina morta in tenerissima età. Si diploma maestra elementare e per un anno insegna presso la scuola delle Suore del Santissimo Sacramento in Carpineto Romano. Dopo questo primo anno, è richiamata a Roma dove prosegue i suoi studi e si laurea in lingua e letteratura italiana (4 novembre 1966). Da quel momento si dedicherà all’insegnamento con passione, amore, abnegazione, fino all’ingresso al Carmelo.

Nel 1968 entra al Carmelo della Santissima Trinità di Jesi (An) e, dopo un anno, il 14 dicembre 1969 emette i voti solenni incardinandosi definitivamente al Carmelo con il nome di sr Maria Elvira del Santissimo Sacramento. Sul Crocifisso che porta sotto lo scapolare fa incidere una frase di san Paolo: «Scio cui credidi» (So in chi ho creduto) 2Tm 1,12. 

Subito dopo il Concilio Vaticano II, nello spirito di rinnovamento conciliare, insieme ad alcune sorelle – sr Maria MaddalenaBerghi, sr Teresa Lupo e sr  Maria Paola Ricci –, si reca in aiuto del monastero della Santissima Concezione di Sutri (Vt) dove vivrà per due anni, dal 1977 al 1979, anno in cui si apre il Carmelo Sant’Anna di Carpineto Romano.

Per iniziativa di mons. Goffredo Gavillucci (1916-2010), parroco della Collegiata di Carpineto, con l’appoggio di mons. Umberto Florenzani, vescovo di Anagni e Alatri, si apre il Carmelo. Il 22 aprile 1979, domenica in Albis, dopo la solenne concelebrazione in collegiata, presieduta da mons. Umberto Florenzani, concelebrata da mons. Romolo Compagnone ocd., dal provinciale p. Carlo Cicconetti accompagnato da p. Ludovico Saggi, assistente delle monache che dopo pochi mesi venne eletto priore provinciale, dall’assistente del Generale P. Stefano Possanzini, dal Procuratore p. Josè Cardoso, da mons. Gavillucci e da numerosi sacerdoti, entrano nel nuovo monastero, sr Maria Elvira (responsabile), sr Maria Dionisia, sr Maria Maddalena, sr Teresa di Gesù Bambino, sr Maria Paola e sr Maria Carmela – dal Carmelo di Ostuni, per breve tempo. 

Gli inizi del Carmelo Sant’Anna sono difficili. La comunità è guardata con ostilità da molti, soprattutto dentro l’allora provincia romana dell’Ordine, che non condividono la scelta del luogo. I primi anni vedono un lavoro incessante di ristrutturazione e adattamento della casa canonica a monastero. Madre Elvira svolge la sua funzione di priora nel più autentico spirito di servizio, guidando la comunità con fermezza ed equilibrio. La sua figura forte e serena attira molte giovani, desiderose di consacrarsi al Signore nel carmelo. In breve la comunità cresce di numero, al punto da superare la capacità di capienza della casa.

Davanti a tanta benedizione, Madre Elvira si interroga con le sorelle, leggendo la ricchezza di vocazioni come possibilità di nuove fondazioni. Da allora molte sorelle “sciamano” per dare avvio a nuove esperienze monastiche. Il Carmelo Janua Coeli annesso al Santuario dell’Addolorata –Cerreto- è la prima filiazione, che prende avvio nel 1992; nel 1998 si torna a Sutri per assistere le anziane sorelle e far rifiorire quell’antico monastero; nel 2005 si fonda il monastero Mater Carmeli a Biella, che è la concretizzazione del desiderio di Madre Elvira e di don Enzo Boschetti, fondatore della Casa del Giovane di Pavia, di avere una comunità contemplativa che prega per i giovani in difficoltà. Non va dimenticata, inoltre, la cura con cui Madre Elvira si è adoperata per avviare una nuova fondazione in Romania, non ancora realizzata.

Gli anni passano e, sotto il suo priorato, si raggiungono vari traguardi: il ventesimo di fondazione, il venticinquesimo; da vice priora vede la festa per il trentesimo di fondazione e, il 21 aprile scorso, ha avuto la gioia di celebrare i trentatré anni di vita di questo Carmelo tra i monti Lepini.

Nel 2008, dopo aver festeggiato i sessant’anni di professione religiosa, inizia per Madre Elvira un lento declino fisico, che tuttavia non indebolisce né lo spirito né la testimonianza e coerenza di vita. Il corpo che l’ha sostenuta in anni di incessante attività mostra segni di grave affaticamento: continui sono i ricoveri presso il Policlinico Gemelli di Roma, cui si aggiungono gli interventi chirurgici per l’impianto di protesi a entrambe le anche, problemi cardiaci, insufficienza respiratoria, difficoltà epatiche e renali. Nulla le è risparmiato. Ma Madre Elvira – sempre vigile, silenziosa e discreta – continua a essere attenta e premurosa verso tutte le persone che si rivolgevano a lei.

Finché ha potuto, ha partecipato alla vita comunitaria, alla preghiera, agli atti comuni.  Fino alla fine, con le poche forze residue, scendeva, seppur per pochi minuti, in sala di comunità offrendo la sua presenza silenziosa, esempio e testimonianza di vita vissuta in ossequio al Signore.

Dopo l’ultimo ricovero al Policlinico Gemelli - dall’Ascensione del Signore, 20 maggio 2012, al 5 giugno-, le sue condizioni fisiche si sono progressivamente deteriorate, ma lo spirito è rimasto sempre saldo e fedele al Signore, che non risparmiava di additare a modello e unica fonte di vita e di salvezza.

Nell’ultimo periodo ha partecipato sempre meno alla vita comunitaria e una sorella era sempre con lei, pregando, assistendola e fornendole aiuto.

In cella, sul tavolo, aveva un’agenda dove annotava brevi pensieri di consolazione per le sorelle della comunità.

Si è preparata alla grande solennità del Corpus Domini partecipando alla celebrazione eucaristica alle ore 9. Ha atteso che passasse la processione e ha avuto così l’occasione di onorare l’Eucaristia e di salutare quanti si sono avvicinati.

In occasione della solennità del Corpus Domini, Madre Elvira ha dettato la seguente preghiera recitata al passaggio della processione del Santissimo:

O adorabilissimo Gesù,
noi ti adoriamo con tutta la mente,
con tutto il cuore e con tutte le forze,
perché Tu sei la ricchezza delle nostre famiglie.
Ti adoriamo con tutta la Chiesa, 
con tutta la tua famiglia sparsa nel mondo.
Riponiamo in Te ogni nostra fiducia, ogni nostra speranza. 
Tu sei la nostra forza 
e sappiamo che tu ci ascolti come un dolcissimo amico,
come un compagno di viaggio, come un fratello, come un Padre.
Ti adoriamo perché siamo certi di essere ascoltati.
Guarda alle nostre famiglie con amore e senza limiti,
benedicendole, proteggendole, custodendole nel tuo amore.
Fa’ che ogni famiglia si fidi di Te,
si affidi a Te, confidi in Te. Amen.

Ha pranzato per l’ultima volta con la comunità. All’ora Nona, mentre la comunità si accingeva a pregare, siamo state chiamate improvvisamente da sr Maria Emanuela che l’assisteva, e siamo state con lei nei suoi ultimi momenti di vita.

Tra la preghiera delle sorelle questa anima grande e generosa si è addormentata nel Signore il giorno della sua festa. Ha reso lo spirito verso le 16.30 del 10 giugno 2012.

Madre Elvira è stata per il monastero faro e guida sicura: la sofferenza, gli ostacoli, i problemi, le difficoltà, le incomprensioni, il disagio non l’hanno mai abbattuta.

I funerali sono stati celebrati martedì 12 giugno alle ore 10.30. Li ha presieduti il vescovo diocesano, monsignor Lorenzo Loppa, con il quale hanno concelebrato don Giuseppe Ghirelli, parroco di Carpineto; padre Mario Alfarano dalla Curia Generale dei Carmelitani; padre Tiberio Scorrano e padre Matteo Palumbo, della Provincia Italiana dei Carmelitani – in sessione elettiva capitolare in Sassone-; p. Vito Mastrantonio, passionista, confessore della comunità; i missionari eudisti p. Efrain e p. Leo; p. Arcangelo Compagna, orionino; diversi sacerdoti delle diocesi vicine: don Fabio Massimo Tagliaferri, don Marco Fiore, don Dario Vitali, don Enrico Scaccia, don Stefano Di Mario e il diacono Maurizio Ben Isa Ben Alì. Molte le suore del Santissimo Sacramento, sua prima Congregazione da Carpineto, da Roma e da Lanuvio.

Erano presenti anche alcune Monache: dal Carmelo Ss. Concezione di Sutri hanno partecipato la Madre Federale, suor Maria Martina del Sacro Cuore e suor Teresa di Gesù Bambino –del gruppo fondante iniziale- mentre dal monastero Mater Carmeli di Biella si è unita alla comunità suor Maria Cristiana del Crocifisso. 

A nome della città di Carpineto ha partecipato ai funerali anche il sindaco, Quirino Briganti, che ha espresso le condoglianze sue e della cittadina tutta con una sentita lettera, pubblicata anche sul sito del Comune.

Impressionante, inoltre, la partecipazione del popolo di Dio, segno tangibile del fecondo silenzio contemplativo di Madre Elvira: oltre ai suoi familiari, le hanno dato l’estremo saluto moltissimi carpinetani, i familiari delle monache, amici e conoscenti del Carmelo. Inoltre erano presenti tutti gli operai che nel corso di questi trentatré anni hanno prestato il loro servizio al Carmelo e, ogni qual volta Madre Elvira doveva essere portata in ospedale, si sono resi disponibili al trasporto; quasi tutte le sue alunne del tempo di insegnamento qui a Carpineto.

Una preghiera per lei al Signore.

 

Un grazie grande a tutti coloro che l’hanno conosciuta, stimata, amata ed aiutata, soprattutto in questi ultimi anni di vita. 

Un grazie particolare a tutti i Professori del Gemelli, Dottori, infermieri e personale che non si sono risparmiati per lei e le hanno prodigato cure e attenzioni. Un grazie agli altri amici Dottori che sempre, per telefono e con visite, si sono fatti presenti.

Un grazie alle sorelle di madre Elvira, al fratello a tutti i nipoti e familiari che l’hanno sempre sostenuta con l’affetto e la preghiera.

Un grazie agli amici della comunità che ogni giorno, settimana e mese si sono prodigati per le sue necessità: analisi, medicine, viveri, piccoli servizi.

Un grazie ai ragazzi che fino all’ultimo l’hanno portata e riportata a casa, dalla piazza al Monastero, senza mai lamentarsi e dimostrando tutto il loro affetto e ammirazione.

A tutti il nostro ringraziamento e soprattutto il ringraziamento di Madre Elvira che dal cielo veglia e benedice tutti.

A te Signore, la lode e la gloria per questa anima grande che ha incrociato il nostro cammino, e che ora ci attende tutti in cielo. Amen.