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SS.ma Trinità PDF Stampa E-mail
LA Ss.ma TRINITA’

Fratelli e sorelle carissimi,
abbiamo celebrato la Pasqua del Signore, ossia la Sua Risurrezione da Morte;
abbiamo celebrato l’Ascensione: Gesù, tornato al Padre, è andato a prepararci
un posto. Abbiamo celebrato la Pentecoste. Gesù, prima di accedere al Cielo,
davanti ai Suoi apostoli, aveva detto loro: “E’ bene per voi che io me ne vada.
Se io non me ne vado, non verrà a voi il Paraclito, cioè lo Spirito Santo”.
Con la Pentecoste si chiude il tempo di Pasqua. Gli apostoli, che hanno
ricevuto lo Spirito Santo in lingue di fuoco escono dal cenacolo dove erano
rimasti a pregare con Maria, la Madre di Gesù e nostra, dopo la Passione e
Morte di Gesù fino, appunto, alla Pentecoste, e annunciano senza paura e con
forza la Risurrezione del Nazareno che i Giudei avevano condannato e appeso
alla Croce. Sappiamo quanto debbano poi soffrire per questo annuncio e come
debbano sopportare ingiuste accuse e il carcere.
     A questo tempo di Pasqua concluso, segue la solennità della Trinità
Santissima. Una festa meno “vistosa”, ma pur tanto importante per noi
cristiani. Gli ebrei, i musulmani e noi cristiani proclamiamo che il Dio di
Abramo, nostro padre nella fede, è l’Unico: crediamo in un solo Dio. Ma noi
crediamo, altresì, che Gesù Cristo il Signore, è Figlio di Dio: “Dio vero da Dio
vero, della stessa sostanza del Padre”, e crediamo nello Spirito Santo, che è
Signore: “Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato”.
Tutta la vita del cristiano, dal Battesimo alla morte, è segnata dal sigillo della
Ss.ma Trinità: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo abitano in lui, in ognuno di
noi. I santi hanno vissuto con timore, ma senza paura, ossia con rispetto di
amore e di gioia sotto lo sguardo del Dio Vivente, mentre ne speravano
scoprire l’immagine in ciascuno dei fratelli. Per noi, come è difficile scoprire nel
fratello la presenza di Dio-Trinità! Eppure solo se siamo capaci di scoprire nel
fratello la “Presenza”, possiamo dirci veri cristiani e, maggiormente, ci
possiamo “vantare” di essere tali –ovvero seguaci del Cristo – quanto più
amiamo il fratello che non “meriterebbe” il nostro amore!
Tutta la Liturgia della Chiesa è celebrata a gloria della Ss.ma Trinità. Infatti,
offriamo l’Eucarestia al Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo. Ma,
ancor prima, noi cristiani cominciamo ogni nostra preghiera con il segno della
Croce: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ovvia
proclamazione della nostra fede in un Dio Trino ed Unico. Proprio per questo è
giusto che almeno una domenica all’anno sia consacrata in modo tutto
speciale a meditare questo Mistero Trinitario che Dio stesso ha rivelato agli
uomini. E’ un mistero che ci supera, che non riusciamo a capire, ma Dio stesso
si è premurato di spiegarcelo.
Ricordate il Battesimo di Gesù nel Giordano? D’un tratto si sentì una Voce
dall’Alto che diceva: “Questi è il mio Figlio prediletto. Ascoltatelo”. E lo Spirito
Santo, in forma di colomba, scese su di Lui. La Voce: il Padre. Il Battezzato: il
Figlio, Dio anch’Egli fattosi vero Uomo. La Colomba: lo Spirito Santo, che si
effonde su di Lui. All’uomo, a noi tutti, non resta che il dovere di benedire il
Signore per averci amato di un così grande Amore: “Quale grande amore” ha
avuto il nostro Dio da dare alla morte il Suo Unico Figlio Gesù per
noi…abbiamo il dovere di professare la nostra fede e di vivere il nostro
quotidiano alla Sua Presenza.
Se crediamo, se abbiamo fede, se ci comportiamo da figli, non offenderemo
con il peccato la Presenza del Dio Uno e Trino dentro di noi, nel nostro cuore,
e opereremo sotto il Suo sguardo con amore, gioia e pazienza nelle avversità.
Se amiamo Dio quando ci fa del bene, perché non lo dobbiamo amare anche
quando arriva qualche cosa che magari ci turba, ci scoraggia, ci prova nella
fede? Egli è sempre Padre, e quando siamo nella gioia e quando siamo nella
prova e nella sofferenza. Professiamo la nostra fede: Dio, che è Padre, è un
solo Signore nella Trinità delle persone e nell’unità della natura. Tre Persone,
uguale Natura, Unico Dio. Resta un mistero! Nel saluto tipicamente Paolino di
augurio a carattere benedizionale rivolto ai fedeli e ugualmente nel saluto del
sacerdote all’inizio di ogni Eucarestia, viene ripreso questo Mistero Trinitario:
si parla “della grazia del Signore Gesù Cristo, dell’amore di Dio Padre e della
comunione dello Spirito Santo”.

madre Maria Elvira del SS.mo Sacramento