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Lumen fidei - La luce della fede
Lettera enciclica di Papa Francesco (29 giugno 2013, solennità dei santi Pietro e Paolo)

La lettura dell'enciclica dei 2 papi ci consente di approfondire quelle verità essenziali che non solo dobbiamo credere, ma soprattutto praticare e trasmettere nella nostra vita. Questa semplice sintesi dell'enciclica, impostata su domande e risposte, ci può aiutare a prendere in mano il testo.

La prima domanda-risposta che salta all’occhio è questa:
"Chi crede, vede; vede con una luce che illumina tutto il percorso della strada, perché viene a noi da Cristo risorto, stella mattutina che non tramonta" (n. 1).

Quale lo scopo dell'enciclica?
Riscoprire il carattere di luce della fede, far crescere e rendere piena la vita, centrata su Cristo e sulla forza della sua grazia. La fede non come un fatto scontato, ma dono del grande amore di Dio, che deve essere nutrito e rafforzato.
Come vedono la fede i nostri contemporanei?
Per l'uomo in ricerca della libertà, desideroso di esplorare il futuro, è una luce “illusoria”. Tanti contemporanei pensano che la fede si opponga al cercare, che serva solo là dove la luce della ragione non può illuminare le certezze dell'uomo o sia una luce soggettiva, privata, che lasci al buio il cammino dell'uomo.
Quale carattere possiede la luce della fede?
Nascendo nell'incontro con il Dio vivente, è così potente che illumina tutta l'esistenza dell'uomo.

1° Capitolo. “Abbiamo creduto all'amore” (Gv 4,16)
Da dove viene questa luce che illumina il cammino della vita?
A partire dagli uomini credenti dell'Antico Testamento, si racconta il percorso da loro compiuto. In particolare la fede di Abramo è risposta all'ascolto di quella Parola di Dio, che entra in contatto personale con lui, che lo chiama, gli fa una promessa, capace di aprire al futuro, di illuminare la sua via. La sua fede è forza, è sicura come roccia, entra nella sua esistenza, nella sua paternità, sostiene le sua prove, garantisce il suo futuro.

Come è la fede del popolo d'Israele?
Si sviluppa come luce - racconto dei fatti compiuti da Dio per liberare e guidare il suo popolo, che è spesso infedele e ribelle: Israele vince l'incredulità quando si converte e ritorna al Dio vivente, si volge verso il Signore, si lascia trasformare e trova una strada che lo libera dall'idolatria, che è l'opposto della fede. Con Mosè, il mediatore presso Dio, da fede del singolo, diventa fede di tutta la comunità.

Come si manifesta la fede dei cristiani?
Con l'avvento di Gesù, con la sua vita, si realizza in pieno il sì definitivo a tutte le promesse, la suprema manifestazione dell'amore di Dio per noi; è dunque fede in pienezza, nella sua capacità di trasformare il mondo e illuminare il tempo.
Quale è l'evento decisivo della fede? Quando ci possiamo fidare pienamente?
E' dalla contemplazione della morte di Cristo, prova massima del suo amore incrollabile per noi, che la nostra fede si rafforza, riceve una luce sfolgorante; è dalla luce della risurrezione di Cristo, manifestazione di un amore pienamente affidabile, che riceviamo un solido appoggio per la nostra fede: è allora che possiamo veramente credere.

Come è veramente questo amore di Dio? 
E' presenza reale, concreta, incontrabile, affidabile, perché opera nella nostra storia.
E' unione con Lui e partecipazione al suo modo di vedere.
L'esperienza di Giovanni e Paolo, esempi per la nostra fede.
L'apostolo Giovanni mostra l'importanza di instaurare un rapporto personale con Gesù, quando crediamo a Gesù, alla sua Parola e quando crediamo in Gesù, accogliendolo nella nostra vita.
Paolo descrive come diventa l'esistenza del credente:
– è trasformazione in creatura nuova, perché si diventa figli;
- è salvezza che opera in noi e rende la vita feconda; abita in noi, dimora nei nostri cuori attraverso lo Spirito Santo; ci dona la luce che illumina l'origine e il fine della vita.

La fede c'entra con la Chiesa?
Guardando a Cristo, come specchio, il cristiano scopre che non è un singolo, ma fa parte di un corpo, quello di Cristo, che abbraccia tutti i credenti in una unione vitale con sé e tra loro; questo luogo è la Chiesa, dove il credente, trasformato dal dono di amore e di fede ricevuto, si apre al mondo e diventa annunciatore verso gli uomini.

2° Capitolo. “Se non crederete, non comprenderete”  (Is 7,9)
Per credere l'uomo di cosa ha bisogno?
Ha bisogno della verità per essere saldo, per comprendere l'agire di Dio. La verità va intesa nel modo giusto: non è la propria concezione soggettiva, né quella che sembra oggi prevalere, ma quella che si apre all'amore vero di Dio.
Vengono presentate varie connessioni della fede. Quali?   Fede-Verità -Amore.
La fede, se collegata alla verità, diventa luce nuova che apre il cuore dell'uomo all'amore, così che lo trasforma e gli dona occhi nuovi per vedere la realtà.
Quando scopriamo e riceviamo l'amore luminoso di Dio e siamo così trasformati, allora comprendiamo che la fede è conoscenza che ha forza convincente, capacità di  illuminare il cammino dell'uomo, che si pone in personale ascolto della Parola, che accresce il desiderio di vedere il volto di Dio  -sono citati vari testi dell'AT-.

Credere-Ascoltare-Vedere-Toccare.
Nel suo Vangelo, Giovanni illustra bene questo intreccio: l'ascolto è personale, richiede la sequela, il cammino; è collegato alla visione dei segni di Gesù, persona concreta che si vede e si ascolta, ci tocca, ci permette di riconoscerlo e confessarlo come Figlio di Dio. 
Quale il rapporto fra fede e ragione?. 
In s. Agostino abbiamo un esempio di come la ricerca della ragione è integrata con la luce della fede: il momento decisivo della sua conversione è coinciso con l'ascolto della Parola di Dio, che ha recato luce di amore e visione di un volto personale.
Capire che Dio è luce ha dato un orientamento nuovo alla sua esistenza.

Come è possibile trovare Dio?
Nella Bibbia troviamo esempi di ricercatori di Dio, di segni, di uomini religiosi in cammino verso Dio; Dio è luminoso, si lascia incontrare, può essere trovato da coloro che lo cercano con cuore sincero, che desiderano credere e non cessano di cercare, perché già vivono, senza saperlo, nella strada verso la fede.
Serve la teologia?
Essa nasce dal desiderio di inoltrarci in quella comune luce, per conoscere meglio ciò che amiamo. E' a servizio della fede dei cristiani.

3° Capitolo. “Vi trasmetto quello che ho ricevuto” (1Cor 15,3)
Come trasmettere la fede?
La luce della fede di Gesù brilla sul volto dei cristiani e si diffonde fino a noi, perché anche noi possiamo partecipare a questa visione e riflettere ad altri la sua luce attraverso una catena di testimoni.
Come essere sicuri di attingere al vero Gesù?
La Chiesa, madre che ci insegna a parlare il linguaggio della fede, ha conservato viva sia fede che memoria, sotto l'azione dello Spirito Santo. Esso è amore che dimora nella Chiesa e ci rende contemporanei di Gesù. E' impossibile credere da soli; diciamo: “credo” solo perché apparteniamo a una comunione più grande di persone: ci apriamo al “noi”.

Come fare perché niente si perda nell'eredità della fede?
Noi riceviamo quanto è stato trasmesso dagli Apostoli, conservato dalla Chiesa con l'assistenza dello Spirito Santo; noi accogliamo la luce nuova che nasce da un contatto col Dio vivo.     
Sono 4 gli elementi essenziali di fede che riassumono il tesoro di memoria che la Chiesa trasmette. Quali?
-    la celebrazione dei Sacramenti
-    il credo o confessione di fede
-    il Padre Nostro  
-    il cammino del Decalogo, strada da percorrere, aperta dall'incontro col Dio vivente.
Per trasmettere quella luce che apre ogni persona alla comunione con Dio e con gli altri, ci sono i Sacramenti della fede, celebrati nella liturgia della Chiesa.

Fede e Battesimo.
Il Battesimo, primo dono di Dio, è l'inizio del cammino della fede, che si incarna e trasforma la nostra realtà personale; diventiamo nuova creatura, resi figli adottivi di Dio ed entriamo nella comunione ecclesiale. Perciò la preparazione al Battesimo degli adulti -il catecumenato- riveste un'importanza singolare, ai fini della nuova evangelizzazione, operando, la grazia del Battesimo, la trasformazione dell'intera esistenza in Cristo.
Così come è importante la sinergia tra Chiesa e famiglia nella trasmissione della fede ai bambini. I genitori sono chiamati non solo a generare i figli alla vita, ma a portarli a Dio attraverso il Battesimo e a orientare la loro esistenza a Cristo.

Quale rapporto tra Fede ed Eucarestia?
L'Eucarestia è nutrimento prezioso della fede, realizza l'incontro con Cristo, presente in modo reale col dono massimo di amore, la sua vita. Essa da un lato, percorre il cammino attualizzato nell'oggi, dall'altro apre verso la pienezza finale nel Dio vivente.
Nel professare il Credo cosa avviene?
Nell' affermare la comunione trinitaria e i misteri della vita di Cristo, siamo coinvolti e trasformati nella nuova vita di fede, resi parte del cammino di comunione col Dio vivente.
La fede è una sola? E' possibile realizzare un'unità di fede?
Nell'amore è possibile avere una visione comune; l'amore vero, a misura dell'amore divino, esige la verità che è Gesù Cristo.

4° Capitolo. “Dio prepara per loro una città”  (Eb 11,16)
La fede è un bene solo per la Chiesa o per tutti?
E' un bene comune, illumina i rapporti tra gli uomini, perché nasce dall'amore di Dio. La sua luce è in grado di valorizzare la ricchezza delle relazioni umane, di arricchire la vita comune, non è estranea al mondo; aiuta ad edificare le nostre società nella carità, a costruire una città basata sul fondamento dell'amore di Dio.
E' importante la fede in famiglia? E' possibile un amore “per sempre” nella famiglia?  
La fede illumina l'unione stabile dell'uomo e della donna nel matrimonio, rende il loro amore segno e presenza dell'amore di Dio, aiuta a cogliere la ricchezza della generazione dei figli.
C'è un cammino di crescita di fede in famiglia?
E' importante che i genitori coltivino pratiche comuni di fede in famiglia, che accompagnino la maturazione di fede dei figli, a cominciare dai bambini perché imparino a fidarsi dell'amore dei genitori, per essere vicini ai giovani nel loro cammino di crescita nella fede.
La fede illumina anche il vivere sociale?
La società ha bisogno di tornare alla radice della fraternità. La fede ci insegna a vedere che la luce del volto di Dio mi illumina attraverso il volto del fratello; l'amore di Dio abbraccia tutta l'umanità e l'intera creazione, che raggiunge il vertice nell'Incarnazione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo. 
Quando la fede viene meno, c'è il rischio che i fondamenti del vivere si affievoliscano, l'uomo perda il suo posto nell'universo, pretenda di essere arbitro assoluto o rinunci alla propria responsabilità.

C'è senso e luce nella sofferenza?
Essa può essere una tappa di crescita della fede e dell'amore. La fede non dissipa le tenebre, ma è lampada che guida nella notte i nostri passi, è forza consolante. Anche la morte risulta illuminata e vissuta come ultima chiamata della fede.
Dio non elimina ma dà senso alla sofferenza; Cristo stesso ha voluto condividere con noi il dolore, accompagnare ogni storia di sofferenza e offrirci il suo sguardo per vedere la luce. Così la fede è congiunta alla speranza, nell'unità con la carità, che ci proietta verso un futuro certo, che dona nuova forza al vivere quotidiano.

Maria cosa ci insegna?
E' icona perfetta della fede: “beata colei che ha creduto”; come tante donne fedeli lungo la storia dell'Antico Testamento. Maria nella sua vita ha compiuto il pellegrinaggio della fede, che si è così mostrata piena di frutto, alla sequela del suo Figlio.
La lettera termina con la preghiera a Maria: A Maria, madre della Chiesa e madre della nostra fede, ci rivolgiamo in preghiera.

    Aiuta, o Madre, la nostra fede! Apri il nostro ascolto alla Parola, perché riconosciamo la voce di Dio e la sua chiamata. Sveglia in noi il desiderio di seguire i suoi passi, uscendo dalla nostra terra e accogliendo la sua promessa. Aiutaci a lasciarci toccare dal suo amore, perché possiamo toccarlo con la fede. Aiutaci ad affidarci pienamente a Lui, a credere nel suo amore, soprattutto nei momenti di tribolazione e di croce, quando la nostra fede è chiamata a maturare.
    Semina nella nostra fede la gioia del Risorto. Ricordaci che chi crede non è mai solo.
    Insegnaci a guardare con gli occhi di Gesù, affinché Egli sia luce sul nostro cammino. E che questa luce della fede cresca sempre in noi, finché arrivi quel giorno senza tramonto, che è lo stesso Cristo, il Figlio tuo, nostro Signore!

(Lumen Fidei, 60)