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Home S. M. Maddalena 1566-2016 Lo Spirito Santo come roveto ardente in S. Maria Maddalena de’ Pazzi
Lo Spirito Santo come roveto ardente in S. Maria Maddalena de’ Pazzi PDF Stampa E-mail

Alessandro Rosi, Estasi di santa Maria Maddalena de’ Pazzi, 1670 circa


L’intera avventura spirituale di S. M. Maddalena si pone sotto il segno dello Spirito, donato dal Padre e dal Figlio, accolto in un cammino sponsale e divinizzante pur nella notte della storia e di una Chiesa spesso resistente alla sua opera.

Vari e numerose sono le immagini utilizzate da Maria Maddalena per parlare dello Spirito Santo e descrivere la sua opera: lo Spirito è colomba, fuoco, nuvola, acqua, fiume, vento, colonna, roveto ardente, fiamma, calamita, aquila, razzo, sole, trono, tavole di Mosè, saetta, corno, alito, bocca, suono etc. In questo articolo mi fermerò soltanto su una di queste immagini, che è quella del roveto ardente: "Questo sacrato Spirito, per non trovare altro nome più degno, è quel rubo ardente che arde e non consuma (cf. Ex. 3,2) (RE 94). Esprimendosi così, Maddalena fa allusione al roveto che vide Mosè nel deserto: “L’Angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava”(Es 3,2).

Ma che cos’è un roveto? Il roveto non è proprio il tipo di albero elegante, profumato e da frutto. Il roveto è un cespuglio selvatico che viene considerato comunemente un’erbaccia. Eppure, Dio non disdegna quest’umiltà e questa povertà. Dio si manifesta lì con una luce che illumina e purifica senza bruciare proprio per mostrare l’opera di Dio nell’anima dove il fuoco divino purifica senza distruggere (arde e non consuma). Questo fuoco è lo Spirito Santo, è l’incandescenza dell’amore di Dio che purifica l’anima e la solleva verso di sé.

Uno dei significati del roveto ardente è quello della possibilità di incontrare il Signore in qualsiasi luogo. Nessun luogo è privo di Dio, nessun luogo è così profano da non permettere un’epifania. Anzi «ogni luogo dove incontriamo il Signore può diventare un luogo santo».

Secondo un interpretazione esegetica, il roveto, pianta piena di spine, nella quale si rivela Dio, anticipa il mistero della croce, pianta dalla quale si ri-velerà un Dio che partecipa pienamente al nostro dolore, essendosi fatto carico del nostro peccato. La presenza di Dio“in mezzo a1 roveto”è un’affermazione della vicinanza di Dio al suo popolo nella sofferenza. Tramite il suo Spirito, che attualizza l’opera della salvezza, Dio è presente in noi e con noi. In ogni creatura, secondo il modo di vedere di Maddalena, lo Spirito vuole attuare l’intera storia della salvezza e compiere il mistero pasquale del Figlio: « O, Verbo! Vorresti fare in noi un fonte d’acqua viva »(RE, 59).

Lo Spirito ci fa nuove creature, ci “restaura” con la sua azione: "Arde e non consuma questo Spirito, anzi restaura il consumato, perché avendo noi peccato mediante la disobbedienza, avevamo perso la sustantia che il Padre eterno ci aveva dato, e mediante la venuta dello Spirito Santo fu restaurata. (RE, 95).  

Il roveto bruciando illumina, non si preoccupa di illuminare, ma semplicemente brucia e bruciando illumina; lo Spirito Santo fa vedere, è luce. "È ancora il fuoco lucido. Così disse il Verbo che loro avevano a essere la luce del mondo e la lucerna posta sopra il candeliere che fa lume a tutti (cfr. Mt. 5,14-15; Lc. 11,33). E ancora che avevano a esser la città posta sopra i monti (cfr. Mt. 5,15); e una cosa che è oscura e tenebrosa, non si vede e non dà diletto”(RE, 95).

La luce è gioia, il sole espande la gioia, riscalda; la luce è vita, senza luce non ci sarebbe vita, tutto morirebbe. Quando, in primavera, il giorno prende il sopravvento sulla notte, tutto si sveglia. La luce è tumultuosa perché mette in motto l’immenso mondo della vita vegetale, animale, umana. Anche lo Spirito è datore di vita,è l’amore che si fa dono; ha dato vita a Gesù in Maria e darà la vita anche a noi, come dice anche S. Paolo: Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi…darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Rm 8, 10 - 11).

Un altro significato del roveto è quello della purificazione. "Tanto facesti agli apostoli che non a guisa di colomba, ma in forma di fuoco te gli donasti molto ardente. Perché come fuoco, e non come colomba e altro? Perché avevano a consumare un certo ché d'infedeltà e timore che era in loro, e quel che oggi tanto è nella Chiesa, dico un certo ché di tepidità.” (RE, 94). Così come il fuoco purifica, trasforma, anche lo Spirito purifica, distrugge ciò che è negativo. Il fuoco infonde insieme elementi diversi, per questo la Chiesa prega lo Spirito Santo con queste parole: “Il tuo fuoco ci unisca in un anima sola”(Inno ora terza).

Il fuoco trasforma in fuoco ciò che arde: il legno acceso diventa fuoco:"E viene come fonte diffondendosi nell'anima e l'anima si annega in Lui. E così come due fiumi sboccando si uniscono insieme, a tale che il minore di essi lassa il suo nome, dico perde il nome pigliando quello del maggiore, così fa questo Spirito divino, quale viene nell'anima per unirsi con lei. Ma bisogna che essa, che è la minore, perda il nome e lascilo allo Spirito Santo; e deve ciò fare con trasformarsi tanto in esso Spirito che divenga con lui una stessa cosa".( RE, 200). Il cuore stesso che riceve lo Spirito Santo diventa come il roveto ardente: «E quel cuore che riceve esso Spirito è quel roveto che vide Mosè, che arde e non consuma (Es 3, 2-3) » (RE, 64).

Sr. Maria Mihaela dello Spirito Santo

 

RE = “Revelatione e intelligentie”

 

MADDALENA DE’ PAZZI,  Revelatione ed inteligentie, Centro Internazionale del Libro, Firenze, 1963 ,voll.VII.