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29 novembre b. Dionisio e Redento PDF Stampa E-mail
29 novembre beati Dionisio e Redento

Dionisio nacque a Honfleur in Francia il 12 dicembre 1600. Cosmografo e capitano di navi dei re di Francia e Portogallo, nel 1635 si fece Carmelitano Scalzo a Goa, dove nel 1615 aveva professato come "converso" anche Thomas Rodriguez de Cuhna (nato nel 1598), portoghese, assumendo il nome di Redento della Croce. Mandati nell'isola di Sumatra, in Indonesia, il 29 novembre 1638 coronarono col martirio, presso la città di Achen, la loro fede in Cristo, testimoniata con fermezza fino alla fine. Furono beatificati da Leone XIII il 10 giugno 1900.

Beati, martiri - memoria libera OC - memoria obligatoria OCD


Sono i protomartiri della Riforma teresiana.
Pietro Berthelot, nato in Francia nel 1600, era un insigne cosmografo e valente marinaio; dopo aver molto navigato sulle rotte commerciali, venne nominato nel 1629 primo nocchiero della flotta del re di Portogallo e poco dopo cosmografo delle Indie. Nel 1636 entrò a Goa nella riforma degli Scalzi, prendendo il nome di Dionisio della Natività. Per la sua cultura geografica e per la sua conoscenza dei mari, nel 1638 venne inviato presso il re di Aachen, in Sumatra, con al legazione portoghese, insieme ad un confratello converso, Redento della Croce (Thomas Rodriguez da Cunha, portoghese, nato nel 1598). Giunti nell’isola, furono presi, incarcerati poi martirizzati il 29 novembre del 1638.
Furono beatificati da Leone XIII il 10 giugno 1900.

La loro celebrazione liturgica, con il grado di doppio minore, venne subito inclusa dai due rami dell’Ordine nei propri calendari, al 29 novembre.
Per il Breviario l’ufficio era quello del comune dei martiri, e le parti proprie erano le letture del secondo notturno, con il racconto delle peripezie e del martirio dei due beati, e l’orazione in cui si ricordavano i viaggi dei due missionari e il loro martirio e si chiedeva la loro intercessione per essere fedeli fino alla morte superando le vanità e i desideri di questo mondo. Per la Messa, erano proprie la colletta, la secreta e il postcommunio.

Con la riforma dopo il Vaticano II, la celebrazione di questi due beati martiri è stata conservata dagli Scalzi con il rito di memoria obbligatoria (anche per riconoscenza alle missioni alle quali i Beati appartennero), e dal ramo antico dell’ordine come memoria libera.
La liturgia è del comune dei martiri, con salmodia del giorno del salterio.
La collecta propria (di nuova composizione) celebra i beati che hanno ottenuto da Dio la grazia di comunicare alla passione e morte di Gesù mediante il martirio; e si chiede di venire incontro alla nostra debolezza per essere forti nella confessione della nostra fede in Cristo.
Nell’ufficio delle letture è propria la seconda lezione, che riporta un brano di S. Giovanni della Croce sul tema “Rinnegare completamente se stessi e” portare la croce di Cristo (Cf. Salita del Monte Carmelo, l. 2, c. 7, n. 5ss). Proprie anche le antifone al Benedictus e al Magnificat; la prima riporta la beatitudine evangelica per i perseguitati a causa del nome di Gesù; l’altra sottolinea lo stesso concetto, ricordando che chi ama Cristo in vita e lo imita nella morte, regna con lui in eterno.

E. Boaga