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A Maria madre del Carmelo PDF Stampa E-mail

Voglio riportare la mia esperienza legata alla cara nostra Madonna  del Carmelo.
Non l'ho fatto prima perché non mi piace parlare delle mie cose, ma col tempo ho capito che non sono solo fatti privati quando attraverso di essi Dio vuole renderci testimonianza del suo amore e del fatto che sempre in qualsiasi situazione noi possiamo trovare in lui un amico, un papà fidato che sempre ci darà il conforto e l’aiuto che ci occorre.

Verso la fine del 2011, dopo tanto tempo che provavo con mio marito a restare incinta ricordo di aver sognato la Madonna nera, quell’immagine mi si presentava davanti anche durante il giorno attraverso programmi televisivi o immagini su riviste.

Pensai che forse dovevo iniziare ad affidarmi alla preghiera. Per questo feci richiesta di aiuto alle monache del Carmelo di Sant’Anna presenti nel mio paese di Carpineto Romano da anni ma che io non frequentavo, solo in due occasioni precedenti mi ero rivolta a loro sempre per richiedere preghiere per miei cari malati.

Da quel momento ho trovato una amica sincera oltre che guida spirituale come mi piace definirla in sr Noemi. Lei mi ha invitato ad affidarmi a quel padre affettuoso che mai mi avrebbe negato il suo aiuto, e lei insieme alla cara sr Elvira mi donarono la statua di San Giuseppe, dopo un iniziale disappunto diventò col tempo l’oggetto più prezioso di casa.

Da qui è iniziato il mio affidamento totale alla preghiera e alla fede, sapevo di essere cristiana da sempre ma mi sono resa conto che mai avevo creduto così profondamente di far parte della famiglia di Dio.

Mi recai anche a Loreto pensando che la Madonna nera che mi si era presentata in sogno fosse la cara madre Lauretana, solo dopo molto capii che in verità si trattava della bruna del Carmine.

Con un atto di fede chiesi a San Giuseppe di intercedere per me recitandogli il sacro manto (anziche per 30 lo recitai per 60 giorni) il giorno dopo aver finito il sacro manto mi apparse in sogno San Giuseppe, il quale sotto lo sguardo sorridente di mia nonna e della cara sr Elvira anche lei morta poco tempo prima, mi mise tra le braccia un bambino biondo vestito di bianco e stelle dorate, non lo vedevo in viso ma potevo sentire che aveva il mio odore.
Dopo un po di mesi, precisamente il 6 marzo la notte, sognai di essere dentro un nobile palazzo, in una poltrona davanti a me era seduto papa Leone XIII mio antico compaesano, che rivolgeva al cielo una preghiera per me, d’improvviso il soffitto si apre e sul cielo si accendono 12 stelle a cerchio, pensando che fossero le stelle della cara madre celeste mi misi in ginocchio e le recitai l’Ave Maria. Dopo una settimana mentre veniva eletto il nostro caro papa Francesco ebbi la risposta ufficiale delle analisi. Così è arrivato tra noi il nostro angelo biondo con gli occhi azzurri. Giuseppe.

Da allora nelle mie preghiere non dimentico quelle coppie che vivono la mia stessa sofferenza dia quando non riuscivamo ad avere figli. Ecco proprio a loro vorrei dire di affidarsi a Dio, è lui l’unico che può darci la forza necessaria, e il suo amore ci porterà a sentire di affidare le nostre speranze a chi davvero ci aiuterà senza chiedere niente in cambio, se poi di nostra volontà volessimo donargli in cambio di tanto amore un aiuto ed una preghiera per chi è in difficoltà sarà sicuramente un gesto importante e gradito per lui.

Auguri a tutti.