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XXV di Fondazione del Monastero di Carpineto

Il 22 aprile 1979 facevano il loro ingresso solenne a Carpineto quattro monache provenienti dal Monastero di Jesi cui si aggiunse una di Ostuni per un breve periodo di tempo. Il ero quasi alla fine del mio mandato di Priore Provinciale della Provincia Romana. Il periodo immediatamente successivo il monastero trovò in Padre Ludovico Saggi che parlava il dialetto di queste parti- un autentico fratello e padre che ne curò realmente i primi passi.


In quegli anni a molti era sfuggito che il monastero era stato aperto mentre ero Provinciale; alcuni che erano critici sulla scelta del luogo e sulle facilitazioni logistiche, ricordo che discutevano su chi avesse permesso la fondazione a Carpineto. Uno di questi mi disse: dicono che sei stato tu a permettere la fondazione a Carpineto, ma io ho detto che non era possibile: tu sei troppo intelligente per fare una scelta simile!. Il Signore sceglie le cose stolte per mandare avanti i suoi progetti che non sono i nostri progetti.

Questo senz’altro non era un mio progetto, perciò il Signore si servì della mia stupidità. Oggi stiamo a ringraziarlo per la sua saggezza e per la benedizione che ha riversato abbondantemente su questo Carmelo S. Anna. La sua benedizione è evidente. Che cosa porta un Carmelo in un paese, in una località? Appare subito evidente l’utilità della fondazione di una casa di suore che curano i malati, che si occupano dei bambini nella scuola o che aprono delle scuole ce ne accorgiamo dalla difficoltà che hanno molti Istituti quando devono chiudere.

Ma queste monache che ci stanno a fare? Che apportano al Paese? Qual è il loro scopo? Perché tanto sciupio di giovani vite? Facciamo attenzione: una donna fu già rimproverata perché versava profumo a Betania, sui piedi di Gesù E’ questo il simbolo che ci aiuta a capire la vita delle Claustrali: una vita spesa solo a mostrare amore a Gesù e alle anime tutte che gli stanno a cuore.

Il Carmelo: è una montagna della Palestina, un promontorio sul mare un luogo biblico caro al Profeta Elia un luogo che per la sua bellezza fu dedicata a Maria che invochiamo Madre e bellezza del Carmelo, Maria bella come il Carmelo e viceversa: il Carmelo, bello e onore per Maria. Da questo monte prende il nome ogni convento di Carmelitani o Monastero di Monache: Carpineto è in questo modo misteriosamente, ma realmente legato a quella terra oggi martoriata, ma che fu la Terra in cui Dio maggiormente comunicò con li uomini.

La Bibbia, i Vangeli, la vita terrena di Gesù, di Maria, del Profeta Elia, di Anna la madre di Maria, degli Apostoli. Nel secolo XIII, ottocento anni fa, un gruppo di pellegrini stabilirono su quel monte il luogo della loro conversione a Dio e della loro ricerca della Presenza di Dio. Uno scrittore li descrive con il simbolo delle api: vivono come api laboriosissime intenti a fabbricare il miele della dolcezza di Dio. Uno scrittore dei primi secoli, Origene, ci può spiegare questo paragone: Le Scritture sono un giardino dalle mille varietà di fiori.

Dalle profezie e dai Vangeli si succhia la dolcezza e si fabbrica il miele. Ecco il compito delle monache ancora oggi: attingere dai fiori, delle Profezie e dei Vangeli, il nettare e fabbricare miele, dolcezza, misericordia. Il Carmelo stesso è un giardino: le monache lavorano anche in altri modi, ma il loro compito rimane di ronzare attorno ai fiori delle Scritture, sin dal primo mattino cantano, ronzano, pregano sono parole di Dio che riempiono la bocca e il cuore e lodano e intercedono

Si chiama vita contemplativa, cioè non hanno nulla da fareasilo, anziani, bambini producono miele, presenza di Dio, tenerezza per i peccatori e perdono. Certo sarebbe più chiara ed evidente se poteste venire a comprare veramente il miele vi accorgereste di più della loro utilità Sono come sentinelle che prevengono l’alba: le potrete sentire ronzare, cantare di prima mattina svegliano il sole le sentite santificare con la preghiera le varie ore del giorno ma la più bella realtà è che testimoniano che Gesù è vivente, non un fantasma nessuno si innamora di un fantasma.

Attestano che Dio basta a riempire le aspirazioni di una vita. Contemplative: perché aprono la loro vita a Dio per sé e per tutto il Popolo di Dio come Maria, come il Profeta Elia danno testimonianza che l’unico necessario è Dio e il suo Figlio Salvatore che ci riempie del suo Santo Spirito.

Padre Carlo Cicconetti,
Vice-Generale dell’Ordine Carmelitano Carpineto, 22 aprile 2004