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I Carmelitani a Carpineto PDF Stampa E-mail
In un catalogo dei conventi della provincia romana dei carmelitani si riporta l’esistenza di un suo convento in Carpineto Romano. Intitolato al Carmine, lo si dice fondato nel 1573 e chiuso nel 1650 circa. (cf. A. Martino, Conventi e monasteri della provincia Romana dei carmelitani attraverso i secoli. Roma 1959, p. 5).
La conferma della notizia dell’esistenza di questa comunità, anche se non si ricorda l’anno di fondazione, è data in una nota del 1588 in cui, parlando dello stato dei conventi della provincia, si dice: «Carpineto tiene in atto 6 frati, potrà tenerne 12 quando vi sia il buon raccolto e co’l aiuto di alcun’altro luogo unitoli. Vi sono i padri di S. Agostino minori di numero. E’ di buon’aria. Vi è particolare devotione della B. V. con la sua compagnia» (AGOC, II Romana, Commune, anno 1588).
Nel 1594 il priore provinciale Basilio Angussola compiva la visita della comunità e annotava: «Non vi sono li conti perché non è ancor fatto l’istrumento dell’unione». Ricordava poi di aver lasciato gli ordini dati nella visita degli altri conventi e aggiungeva la composizione della comunità: P. Zaccaria Peperati superiore, P. Angelo da Rimini, Fra’ Giovanni Stefano Romano novizio, Fra’ Giovanni battista da Rimini converso (AGOC, II Romana, Commune, Visita Angussola 1594).
Come ricorda il visitatore, la comunità viveva in uno stato particolare giuridico, non essendo ancora unita ufficialmente alla provincia. Mentre non si trova traccia della nomina del superiore della comunità e dello stato giuridico del convento di Carpineto nei capitoli della provincia celebrati fino al 1592, se ne parlò nel capitolo successivo del 1596. In questa occasione infatti appare per la prima volta il riferimento a Carpineto Romano e venne deciso di rimettere la questione dell’unione al giudizio del Priore provinciale, mentre nel frattempo veniva confermato p. Zaccaria Peperati a procuratore per la fondazione (AGOC, II Romana, Acta 2, f. 36r).
Si può dubitare con fondamento che si sia mai arrivati alla stesura del suddetto “istrumento dell’unione” (cioè dell’atto giuridicamente valido della fondazione del convento). Infatti nei capitoli successivi fino al 1650 non viene mai ricordata la nomina di un priore per Carpineto e lo stesso convento non appare mai nelle liste rimaste per il periodo dal 1602 al 1650 (cf. AGOC, II Romana, Acta 2; II Commune). L’abbandono quindi del convento di Carpineto da parte dei carmelitani va situato non nel 1650 circa, ma prima del 1602. La breve presenza carmelitana fu quindi un tentativo di fondazione non riuscito.
Successivamente in Carpineto si ebbe la erezione di due confraternite dello Scapolare: la prima il 10 maggio 1680 presso a chiesa di S. Nicola, dando facoltà al parroco “nunc et pro tempore” di imporre l’abitino AGOC, II Confr. 4, ad an.); e la seconda il 6 giugno 1739 presso la chiesa arcipretale di S. Giovanni (AGOC II Confr. II.1, s.v.).

Emanuele Boaga, o.carm.