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Un sogno lungo trent'anni PDF Stampa E-mail

Il Carmelo Sant'Anna in Carpineto celebra il XXX di fondazione


Una storia intensa di un trentennio, che attraversa le mura medievali del mistico silenzio carmelitano della chiesa ex arcipresbiterale di San Giovanni, nel cuore del centro storico di Carpineto, patria di Leone XIII.

Una visita occasionale, un invito casuale, un sogno profetico sono gli “incipit” di una grande opera.

Protagonisti in assoluto: don Goffredo Gavillucci in visita presso una Monaca carmelitana in Sutri, p. Ludovico Saggi provinciale e delegato per il ramo femminile carmelitano (nativo della vicina Norma) ed uno sparuto gruppo di monache carmelitane inviate in esplorazione da Sutri. Una di esse in “sogno” aveva visto già quella “casa piccola, una chiesa con un gioiello di panorama che incanta per natura, silenzio e solitudine”.

Il sogno, perché di vero “sogno” si tratta, è del già lontano 1979: l'inizio di un nuovo rigoglioso “flos Carmeli” nella Carpineto di papa Leone XIII, malgrado che altro pontefice, papa Paolo VI desiderasse una fondazione religiosa carmelitana in Tivoli.

E si dà inizio alla storia del Carmelo dedicata a sant'Anna la domenica del 22 aprile 1979 con un gruppo sparuto di appena 5 monache, tratte dai silenzi monastici di Sutri, Jesi. Una pianta che in breve tempo espanderà il suo profumo di spiritualità in altri monasteri.

Trenta anni di memorie collettive, comunitarie ed anche personali che si intrecciano a formare quel miracolo della spiritualità vitale del monte Carmelo dedicato a Sant'Anna, madre della Vergine.

Una storia raccontata con dovizia di particolari sulle pagine dell'Avvenire del 27 maggio 1979: dagli stimoli del pontefice Paolo VI agli accordi intercorsi tra il vescovo anagnino mons. Umberto Florenzani ed i padri Carmelitani nella persona del delegato e provinciale p. Ludovico Saggi (da cui ebbi in anteprima notizia dell'insediamento, avendolo incontrato presso l'ospedale di S. Spirito in Roma, in visita al suo fratello, p. Annibale Gabriele Saggi carmelitano, cui ero legato in fraterna amicizia ) fino al solenne insediamento.

Le citate cronache giornalistiche ricordano la partenza delle Carmelitane da Roma alla volta di Carpineto con un pulmino messo a disposizione dai padri Carmelitani; dietro i padri superiori carmelitani ed una pioggia fitta ed insistente che dura per tutto il viaggio.

Lungo la Casilina “il pulmino sbanda una volta, due volte, ...tre volte! Il panico prende tutti mentre le monache pregano e cantano la Mamma del Carmelo per implorare la benedizione ed un po' di sole!”

E come Dio volle si giunge davanti al convento di S. Agostino accolte dal vescovo diocesano mons. Umberto Florenzani e dai padri Agostiniani; si prosegue verso la chiesa Collegiata gremita da una folla incuriosita di Carpinetani capeggiata dal suo parroco don Goffredo Gavillucci e si prosegue poi nel centro storico raggiungendo la chiesa di S. Giovanni, costruzione medievale con casa parrocchiale un po' angusta per le nuove esigenze monastiche.

D'ora in poi sarà conosciuta in Italia come Carmelo Sant'Anna, che appare nelle sue linee architettoniche interamente rimaneggiate da papa Leone XIII in tutto identiche al sogno premonitore della Monaca carmelitana.

Da qui riparte il rinnovamento dello spirito, il fervore religioso, la rinascita sociale e perfino urbanistica del centro storico lepino.

Nello spirito conciliare queste Monache Carmelitane, pur nella reclusione volontaria, hanno ormai aperto i loro cuori e la loro missione oltre le mura claustrali: si danno all'editoria, all'oggettistica religiosa ed artistica, all'esecuzione ed incisione di musiche gregoriane e soprattutto alla comunicazione mediatica con siti prestigiosi ed efficaci.

Figlie privilegiate della comunicazione e del mondo Vaticano, stimolano convegni ed ospitano opere d'arte, quali le porte in bronzo, opera dello scultore Egidio Ambrosetti eseguita durante il primo centenario dell'enciclica Rerum Novarum di papa Leone XIII, che narrano la storia religiosa dell'Ordine Carmelitano dal profeta Elia alla solenne presa di possesso del Carmelo carpinetano.

In questi ultimi trenta anni si è rinvigorito il ramo femminile dell'ordine carmelitano con una comunità numerosa di ben oltre venti monache, che a loro volta hanno generato nuove fondazioni fino a tentativi per ora infruttuosi in Romania.

Le celebrazioni indette per il loro XXX di Fondazione dal 16 luglio hanno visto un programma fitto di eventi: commemorazione della Beata Vergine del Carmelo e delle Beate Martiri di Compiégne, solenni concelebrazioni eucaristiche presiedute dal vescovo mons. Lorenzo Loppa e dai Superiori dell'Ordine Carmelitano, un evento artistico di notevole spessore: “Il Carmelo a Carpineto Romano, trent'anni, una storia”, con pittori e scultori locali rallegrato da musiche popolari degli “Estremamente”.

Spunti e suggestioni tematiche che vanno dall'iconografia religiosa, che si richiama alla grande spiritualità russa, alle vedute panoramiche, raggiungendo momenti di mistica contemplazione e preghiera (gli artisti ospitati in catalogo: Suor Maria Agnese del Volto Santo carmelitana, Katia Briganti, Roberto Campagna, Riccardo Campagna, Maurizio Centra, Federico Giampaolo, Orlando Gonnella, Arian Shtalbi, Anna Stella, Angelo Uberti, Ottorino Saccucci).

Italo Campagna