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Appunti spirituali

Spesso sperimentiamo (avvertiamo sensibilmente) quando sbagliamo,
quando cioè, i nostri progetti falliscono,
mentre non riusciamo a “comprendere” quando non corrispondiamo all’amore di Dio:
abbiamo perso la trascendenza di Dio.
Occorre convertirsi a Dio.
E ci si  converte a Dio in due modi:
a. con la penitenza;
b. corrispondendo generosamente agli impulsi della grazia.
Il progetto di Dio non è frutto di ragionamento, ma è una intuizione profonda perché è scaturito dall’amore.
La misericordia spesso confonde il peccatore;
nessuno di noi ha diritto alla salvezza:
è Dio che vuole convertirci per il nostro bene e con un grande atto di amore e liberalità ci usa misericordia.
E noi, che “dobbiamo” dunque a Dio?
Unicamente una “sottomissione” rispettosa, generosa, totale a Lui.
Con la sua Grazia, che ci viene donata gratuitamente -giornalmente- dai Sacramenti,
ci viene l’aiuto dall’Alto.
A noi corrispondere, a noi aderire agli impulsi della Grazia, del suo Spirito che “geme” in noi.

I nostri blocchi, le nostre paure, nascono da tanti fattori.
Spesso viviamo “insofferenti” e sofferenti per tante cose.
Dobbiamo però chiederci perché.
La sofferenza nasce dalla “dipendenza” –tante dipendenze-.
La dipendenza nasce dai condizionamenti –tanti condizionamenti-
Dai condizionamenti ci si libera essendone consapevoli.

Le dipendenze possono essere oggettive e soggettive (personali).
Sono oggettive e soggettive: l’alcool, il cibo, il telefono/tv/pc/cell, il caffè, i giochi, la cioccolata, il fumo, gli psicofarmaci.

I condizionamenti possono essere: familiari, culturali, religiosi, economici, fisici, sociali.
Come ci direbbe san Paolo noi siamo “spirito, anima e corpo”.
Essendone consapevoli possiamo aderire al Signore.
E a questo il Signore ci chiama.