Skip to content

monasterocarpineto

Home Varie Il mistero del male
Il mistero del male PDF Stampa E-mail
Il mistero del male
in SOMMA TEOLOGICA (qq. 48-49) di San Tommaso di Aquino


    Il tema di questo testo e la questione del male e la causa del male.
San Tommaso spiega il male dalla nozione del bene. Il bene è tutto ciò che è appetibile e siccome ogni natura desidera il proprio essere e la propria perfezione allora l’essere e la perfezione di tutte le creature si presentano come un bene. Per questo non è possibile che il male indichi un qualsiasi essere, oppure una realtà o forma positiva.  Col termine del male si indica una carenza di bene; il male non è esistente e neppure è un bene.
La perfezione dell’universo esige che nelle cose ci siano delle disuguaglianze, richiede che ci siano non soltanto degli esseri incorruttibili, ma anche quelli corruttibili, cioè ci siano delle cose che possono subire deficienze del bene. Quindi il male si trova nelle cose come vi si trova la corruzione. Però Dio è cosi potente da saper trarre il bene anche del male; si eliminerebbero molte cose buone se Dio non permettesse nessun male.
Per esempio non si produrrebbe il fuoco se non si corrompesse l’aria.
Non ogni mancanza di bene è un male perché la carenza di bene si può prendere come privazione o come negazione. Presa come negazione non riveste l’aspetto del male, altrimenti se ne dovrebbe dedurre che una cosa che non esiste affatto sia male.
Si chiama male la carenza del bene che si presenta come privazione.
Il male non può distruggere totalmente il bene. Per chiarire meglio questa affermazione san Tommaso considera il bene di tre specie. C’è quello che viene completamente eliminato dal male e questo è il bene direttamente opposto a quel dato male : per esempio la luce che viene totalmente eliminata dalle tenebre o la vista dalla cecità.
Il secondo tipo è quello che non è neanche diminuito dal male ed è quello che forma il soggetto del male: al sopraggiungere delle tenebre la sostanza dell’aria non subisce minorazioni.
Il terzo tipo è quel bene che viene diminuito dal male, senza essere eliminato completamente, questo bene è l’attitudine di un soggetto ad atti determinati. La diminuzione di questo bene è concepita come un indebolimento e l’attitudine è intensificata per mezzo delle disposizioni che, quanto più si moltiplicano in un soggetto, tanto più il soggetto è adatto a ricevere la perfezione e la forma,
quindi per le disposizioni contrarie quanto più si moltiplicano, tanto maggiormente si perde la potenzialità rispetto all’atto.
Per esempio il peccato diminuisce l’attitudine dell’anima alla grazia e tuttavia non viene distrutta completamente nell’anima la predetta attitudine  perchè deriva
dalla stessa sua natura.
Il male può essere diviso in male pena e in male colpa. Il male pena e quello che si verifica per una sottrazione della forma o della integrità di una cosa. Invece, il male colpa è quello che consiste nella carenza della debita operazione, trattandosi di azioni volontarie.
La colpa riveste maggiormente il carattere di male Una persona diventa malvagia per il male colpa, non per il male pena perché la colpa consiste in un disordinato della volontà , la pena invece in una privazione di qualcuna di quelle cose che sono sottoposte alla volontà.
Dio è autore del male punizione e non del male colpa.
Ogni male, in un modo o nell’ altro ha una causa. Il male è la mancanza di un bene, che dovrebbe naturalmente essere posseduto. Il causare non può attribuirsi che al bene perché nessuna cosa può causare se non perché ente e ogni ente in quanto tale è un bene. Allora, il male essendo piuttosto privazione di forma non può causare.
Il bene non causa quel male che è il suo contrario, ma un altro male: cosi la bontà del fuoco causa il male dell’acqua e l’uomo che è buono per la sua natura causa un atto moralmente cattivo.
Questo capita indirettamente (per accidens), quindi il male non ha una causa diretta, ma soltanto accidentale e indiretta.
Il male che consiste in una deficienza dell’azione è sempre causato da un difetto dell’ agente e in Dio non c’è difetto alcuno, ma somma perfezione. Quindi Dio non può essere causa di questo male. Invece il male che consiste nella corruzione o distruzione di qualche cosa ha la sua causalità in Dio.
Il  bene voluto da Dio nelle cose create consiste nell’ordine dell’ universo e Dio quando causa questo bene per concomitanza e indirettamente causa la corruzione delle cose, secondo l’espressione della Scrittura: “Il Signore fa morire e fa vivere” (1Sam 1,6).
All’ordine dell’universo appartiene anche la giustizia, la quale richiede la punizione ai peccatori. Per questo motivo Dio è l’autore di quel male che è la pena, ma non del male colpa.
Siccome il sommo bene è causa di ogni entità risulta che non può esistere un sommo male che sia la causa di ogni male.
Primo, perché il principio primo del bene è buono per essenza, cioè niente può essere cattivo per essenza. Ogni ente, in quanto ente, è buono e il male non
ha altro soggetto che il bene. Secondo, perché se esistesse un  sommo male si distruggerebbe se stesso: distrutto ogni bene (che è richiesto alla consistenza del male), si elimina anche il male stesso, che ha il suo soggetto nel bene.
Terzo, perché il concetto stesso del male si oppone all’ idea di primo principio perché il male non può essere che causa accidentale e quindi
non può essere causa prima.