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Suor Maria Grazia del Santo Rosario PDF Stampa E-mail
Anna Calenne (1936-2001)

“C’è un tempo nella vita di ogni uomo in cui i ricordi, specialmente dell’infanzia, dei primi anni felici in cui l’anima si apre alla scoperta della vita, si uniscono al desiderio forte e sincero di rimanere legati, nonostante la distanza, il tempo trascorso, a determinati luoghi, alle persone care. Suor Maria Grazia del Santo Rosario (Anna Calenne) ha mantenuto vivo questo ricordo per il suo paese natale, per la sua Diocesi, nonostante che l’aver aderito alla chiamata del Signore l’avesse portata a vivere ben presto distante, nel Carmelo di Jesi (An).


Suor Maria Grazia ha mantenuto vivo il ricordo e ha mantenuto vivo nell’animo il desiderio di essere presente in modo silenzioso, ma attivo, pregando per le vocazioni, per la santificazione dei sacerdoti, per le necessità di quanti conosceva personalmente e per quanti, sconosciuti, considerava suoi fratelli nella preghiera…tutti portava a Dio, volendo che il suo Cuore di Padre fosse il cuore pulsante della Diocesi.
Anna Calenne, nata a Segni il 6 maggio 1936, fece la sua vestizione religiosa il 30 ottobre 1960, prendendo il nome di Suor Maria Grazia del Santo Rosario. È stata proprio la corona del rosario, stretta fino alla fine tra le mani, il segno di quella preghiera umile, costante, fiduciosa, nella quale si è sempre più immersa nella sua vita e in modo particolare in questi ultimi mesi di prova nella malattia. Suor Maria Grazia sapeva di essere stata colpita da un male difficilmente curabile: avendo prestato da giovane il suo servizio come infermiera nell’ospedale pediatrico di Santa Marinella e avendo poi al Carmelo assistito alcune sorelle inferme, era cosciente, consapevole di come questo male l’avrebbe certamente consumata.

Ma in tutta questa paradossale lucidità, mantenuta fino all’ultimo momento, mentre sarebbe stato facile lo smarrimento, la ribellione, la non accettazione, si è rimessa – anche se con un certo, comprensibile timore e tremore – nelle mani di Colui che anni prima aveva scelto come Unico della sua vita.
Sapeva che il Signore non lascia soccombere sotto il peso della prova; sapeva che in virtù della sua Grazia non veniamo provati mai oltre le nostre forze e, insieme alla tribolazione che ci coglie, ci viene data dallo Spirito una particolare luce che placa nel profondo l’anima. L’Amore le suggeriva di farsi “altare” sul quale continuare ad offrire sacrifici per i tanti fratelli vicini e lontani. Intuiva che il viaggio verso la Patria era quasi al termine quando, parlando a due sacerdoti carmelitani che si erano recati al suo capezzale l’11 febbraio disse: “Vivo per morire...davanti a me non vedo nulla, ma Cristo è risorto. Alleluia”.
Parole pronunciate con un filo di voce. Parole sofferte e offerte. Ultime parole: il male proseguendo nella sua inesorabile, pazza crescita, non le ha permesso più di muovere la bocca. Le ultime due settimane riusciva a comunicare solo attraverso impercettibili movimenti del sopracciglio. Sabato 24 febbraio alle ore 7.50: Maria Madre del Carmelo, le svela il volto del Figlio Suo Risorto. Suor Maria Grazia, rivestita del santo Scapolare, con l’inseparabile corona del Rosario tra le mani, sospinta da un respiro fattosi sempre più lieve, ha oltrepassato la porta della città di Sion.
“Il mio bene è stare vicino a Dio: nel Signore Dio ho posto il mio rifugio” (Sl 72): questo comunicava la serenità del suo volto, questo sicuramente vuol continuare a comunicarci. La celebrazione delle esequie, che avvenne la domenica 25 febbraio 2001, fu una celebrazione commossa e gioiosa al tempo stesso, quasi una rinnovata Professione religiosa nella quale suor Maria Grazia ha cantato il suo “sì” a Dio tra gli Angeli e i Santi, accompagnata dalle campane che suonavano a festa annunciando che una carmelitana era giunta alla Vetta del Santo Monte”.


• Sr M. Grazia del S. Rosario, al secolo Anna Calenne.
• Nata a Segni (Rm) il 06 / 05 / 1936 da papà Giulio e mamma Emilia. Secondogenita di quattro fratelli:

Maria, Anna (sr M. Grazia), Rosina e Vincenzo.
• Entrata il 05 / 04/ 1959 presso il Carmelo “SS. Trinità” di Jesi (An).
• Noviziato (Vestizione): 25 / 10 / 1959.
• Professione Temporanea: 30 / 10 / 1960.
• Professione Solenne: 01 / 11 / 1963.
• Venticinquesimo di Professione: 24 / 11 / 1985.
• Deceduta presso il Carmelo “S. Anna” - Carpineto Romano (Rm) – sabato, 24 / 02 / 2001.

Sr M. Grazia, nel settembre del 1995, si era temporaneamente trasferita presso la Comunità di Carpineto Romano (Rm) della quale facevano parte tre consorelle con cui aveva condiviso i suoi primi anni a Jesi (An). Esse erano partite, a loro volta, per dar vita a questo Carmelo e sr M. Grazia vi si era ricongiunta dopo diversi anni. La motivazione del suo “ritorno” fu quella di poter contribuire, insieme a tre sorelle di questa Comunità, ad un inizio di fondazione in Pietravairano (Ce). Partì, dunque, dalla sua Comunità-Madre di Jesi (An) per conoscere le sorelle con cui sarebbe andata a Pietravairano e per dare vita ad una nuova Comunità contemplativa. La sua permanenza tra noi, in teoria, sarebbe dovuta durare poco tempo, ma le varie vicissitudini che seguirono – tra cui quella della sua malattia - fecero sì che le cose si sviluppassero in modo diverso dal previsto.
Il 17 settembre 1995 la Comunità fece il suo ingresso nel nuovo Carmelo e il 30 di quello stesso mese sr M. Grazia partì alla volta di Pietravairano (Ce) per un periodo di prova-fondazione insieme alle tre consorelle provenienti da Carpineto, ma dopo pochi mesi, per vari motivi, dovettero rientrare (giugno 1996). Intanto la Comunità di Carpineto, ormai aumentata di numero, venne interpellata per un aiuto materiale e spirituale dalle consorelle anziane e malate che si trovavano in Sutri (Vt).
La Comunità Capitolare, riunitasi e consenziente sul fatto di portare sollievo alle suddette, si mosse in un primo tempo alternando alcuni soggetti, tra cui sr M. Grazia che si rese disponibile al passaggio temporaneo in quella “nuova” Comunità. Vi rimase per alcuni mesi. Quando le venne diagnosticato un melanoma all’occhio e decise di operarsi in una clinica di Roma, sr M. Grazia continuò la sua degenza presso il Carmelo di Sutri (Vt) – facilmente raggiungibile e ben collegato alla Città, ma, essendo quella una Comunità formata da poche sorelle che già erano tanto impegnate nell’opera di servizio della Casa e assistenza delle suore anziane, si decise di farla rientrare a Carpineto: in questa Comunità visse i suoi ultimi mesi di vita.


A partire da novembre, mese in cui diede inizio alla chemioterapia che lei aveva deciso di intraprendere, ci fu un lento ed inesorabile declino, probabilmente dovuto anche al suo fisico già indebolito. Dopo i primi cicli, ecco la ricomparsa del melanoma, ma questa volta più esteso: alle ghiandole salivari, mandibola e a tutto il volto. Nei mesi del suo lento martirio, fu assistita dalle sorelle che decisero di tenerla a Casa pur con una certa trepidazione, come sempre avviene in questi casi terminali. Sr M. Grazia, assistette alla sua ultima Messa il giorno della Solennità dell’ “Immacolata Concezione” l’8 dicembre 2000 e spirò durante il Sacrificio Eucaristico, verso le 8.00 del mattino, di sabato 24 febbraio 2001. Tutte le sorelle le si strinsero attorno in un accorato, ma gioioso, canto della “Salve Regina” mentre le campane suonavano a distesa…annunciando a tutto il paese l’entrata gloriosa di una nuova sorella al Cielo.
Le sue esequie funebri furono una festa solenne: momento pacato, ma gioioso; partecipato da numerosi fedeli e dai suoi cari che, insieme alla Comunità, le si stringevano attorno per l’ultimo addio.