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Suor Maria Mihaela dello Spirito Santo PDF Stampa E-mail
  
Mi chiamo Mihaela e sono junior al Carmelo S. Anna di Carpineto Romano. Ho
28 anni e vengo dalla Romania da una famiglia cattolica praticante e sono la
più grande tra 4 sorelle.
Ho capito la mia vocazione progressivamente, il Signore pian piano ha
conquistato il mio cuore e momento per momento si è fatto conoscere
indicandomi tramite varie vie la sua volontà. Frequentavo il gruppo
giovanile dalla mia parrocchia e facevo parte dall’Azione Cattolica e come
le altre adolescente dal mio paese anche io mi domandavo: “Che cosa vuole il
Signore da me?”.
Il primo momento forte in cui ho cominciato ad avvertire ad essere chiamata
a una vocazione particolare è stato al età di 14 anni quando ho ricevuto lo
scapolare carmelitano. Mi sentivo inondata da un amore che non potevo tenere
dentro di me e che mi chiedeva una donazione totale, ma non capivo ancora ne
come e ne dove. Poi sono seguiti altri momenti. Un mese dopo trovai il libro
Storia di un anima, l’autobiografia di Santa Teresa di Gesù Bambino, libro
che mi ha completamente affascinata. Ero rimasta colpita soprattutto dalla
semplicità di cuore di questa giovane monaca e dal suo genio di fare le più
piccole cose con un immenso amore per Gesù e per la sua Chiesa: “nel cuore
della Chiesa, mia Madre sarò l’amore, cosi sarò tutto”  e l’apostolato sarà
davvero fecondo per tutta la Chiesa e per il mondo intero.
Dico che sono stato dei momenti forti perchè alcune esperienze e la lettura
di questo libro hanno inciso decisivamente sulla mia vita trasformandomi
interiormente, e soprattutto cambiando il mio sguardo interiore. Dentro di
me percepivo una Presenza che mi dava una gioia piena, una Presenza che era
la felicità più grande che avevo mai sperimentato, una presenza che è Amore
e che si avvertiva dentro di me più forte soprattutto quando ricevevo l’
Eucarestia.
La mia vita era piena di senso e di significato.
Per discernere meglio ho iniziato a fare un cammino vocazionale con le suore
francescane del mio paese: dei ritiri mensili e incontri vocazionali. È
stato un bel cammino che mi ha aiutato nel mio discernimento, ma non sono
mai entrata da loro perché dentro di me sentivo appartenere al Carmelo, era
come una voce interiore che mi dava questa certezza.
Allora andai dal parroco e chiesi di fare un’esperienza dalle suore
carmelitane missionarie della mia diocesi perchè da noi, in Romania non ci
sono le carmelitane contemplative di clausura. Mi trovavo bene, solo che mi
mancava qualcosa, avevo una certa insoddisfazione, mi sembrava che il
Signore volesse di più da me, che Gesù mi voleva più unita a sé.
La Provvidenza mi era venuta incontro e mi ha fatto incontrare alcune
monache carmelitane  del monastero di Carpineto Romano che erano venute lì,
in Romania per qualche giorno in visita per una futura fondazione. Era come
il segno che il Signore mi dava al desiderio della vita contemplativa che
sentivo dentro di me e come risposta alle mie domande interiori. Avevo
capito il dove, ma avevo solo 16 anni e dovevo finire di studiare. Finite le
superiori, nel mio entusiasmo desideravo di entrare subito, ma sono stata
consigliata di frequentare l’Università prima di entrare. Allora decisi di
studiare teologia e mi iscrissi all’Università a Iasi, in Romania alla
Facoltà di Teologia romano-catolica. Lo studio della teologia mi affascinava
e mi dedicai con molta passione, anche perché mi aiutava nella comprensione
della mia fede e del mio rapporto con Dio. In questi anni, soprattutto nelle
vacanze mi dedicavo anche alle azioni di volontariato e tra queste una delle
più significative fu un esperienza di tre mesi in Francia nel Arca di Jean
Vanier con persone con disabilità, esperienza che mi ha insegnato molto
sulla dignità della persona umana e mi diede la possibilità di sperimentare
in modo profondo Cristo nella persona dell’altro.
    Dopo aver concluso gli studi, nel agosto 2008 approdai finalmente al
Carmelo. Ho fatto la professione temporanea il 16 ottobre 2010 giorno in cui
compivo 24  anni e ho scelto il cognome religioso dello Spirito Santo perchè
“il filo rosso”, la peculiarità della mia vocazione è la Presenza di Dio
dentro di me, che non è altro che lo Spirito che abita in ognuno di noi,
come c’è lo sottolinea anche San Paolo: “Non sapete che siete tempio di Dio
e che lo Spirito di Dio abita in voi?”(1Cor 3,16).
    Il cammino non è sempre facile e consiste soprattutto nel decentramento
di se stessi per poter mettere al centro Cristo, nel diventare vasi vuoti
riempiti dalla grazia di Cristo per poter espandere la Presenza del Signore
nel mondo intero come una “corrente trinitaria” che lasciamo passare
attraverso di noi e che non si sa dove arriva. La preghiera non è inutile
ma, pur essendo una forza nascosta modifica il mondo, incide sulla storia e
riguardo alla nostra vita nascosta mi piace citare Edith Stein, una santa
carmelitana: “Chi entra nel Carmelo non è perduto per i suoi, ma è in
effetti ancora più vicino, questo poiché è la nostra professione di rendere
conto a Dio per tutti”.

Sr Maria Mihaela dello Spirito Santo