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Suor Maria Noemi PDF Stampa E-mail
"Piccola storia di una grande anima"...

...Così si intitolava un piccolo blocco di storia, appunti, foto e immagini varie, che il 27 dicembre del 90 -giorno della mia professione solenne- le mie consorelle più piccole della formazione mi fecero trovare, descrivendo la mia storia vocazionale.

    Nacqui nel lontano febbraio del 66 -il 9-, freddo e gelido, -mercoledì alle ore 13.10-, in casa.
Dopo dieci giorni -sabato 19- fui battezzata nel mio paesino nativo Arcinazzo Romano (Rm) -detto Ponza perché fino al 1892 si chiamava così-, ex diocesi di Subiaco -ora diocesi di Tivoli-.
Mi chiamarono Franca. Trascorsi la mia infanzia e adolescenza abbastanza tranquilla, con mio fratello maggiore, Giorgio e mia sorella minore, Sonia -a dire dei miei sono stata la più irrequieta e tremenda dei tre!- ...e posso solo confermare che era vero.
   
Finite le scuole medie nel mio paese, per le superiori facevo -come tutti- la pendolare a Subiaco, dove mi iscrissi all'Istituto Tecnico Commerciale  "ragioneria".
Già dal primo anno capii che avevo sbagliato indirizzo...ma "coriacea" come sono sempre stata, non mi sono voluta tirare indietro, ma ho perseverato pur tra mille difficoltà e ostacoli.
   
Andando a Subiaco cominciai a frequentare i Monaci Benedettini e a pregare con la Liturgia delle Ore;
sempre lì a Subiaco cominciai a partecipare a ritiri mensili che si tenevano alla Casa di Preghiera "San Biagio" tenuta allora e ancora oggi, dalle Salesiane,
in particolare da suor Maria Pia Giudici; in paese invece frequentavo il gruppo giovanile della parrocchia...
   
Oltre a questi miei impegni cristiani...facevo parte della banda musicale del mio Paese e suonavano già da quando avevo dieci anni il clarino...-e questo l'ho fatto fino al mio ingresso al Carmelo.
A dire il vero il clarino è qui...ma da quando sono stata operata di osteotomia mascellare multipla - mandibola e mascella- e anche prima, non lo suono più e mi limito a guardarlo! In compenso però qui al Carmelo ho imparato a suonare l'armonium-...sto provando a imparare a suonare l'organo... ma con scarsi risultati!

Gli anni dell'adolescenza mi sono trascorsi abbastanza normali, con alti e bassi tipici dell'età,
ma senza tanti sbandamenti anche grazie a questi impegni cristiani che avevo e anche grazie a una "grande" amicizia che ho avuto: mio cugino Maurizio.
Questa amicizia incominciò sui banchi di scuola in prima media...
Questo rapporto ha segnato profondamente la mia vita e mi ha evitato crisi, esperienze negative, deviazioni.
Ci confrontavamo, vedendoci tutti i giorni, ci raccontavamo le esperienze spirituali fatte...fino a pochi giorni prima della sua morte, nel dicembre '83 -lui aveva 18 anni ed io ne avevo 17-.
Di lui mi ricordo l'affetto, la stima, la grande amicizia, le cose dette, i segreti scritti sul cuore...le promesse che ci siamo fatte e che finora io ho mantenuto.
Il dispiacere mio grande fu alla sua morte, un dolore atroce sia per lui che per me.
E così lo ricordo vivo, sempre a me vicino, sempre presente nella mia vita...    Quando cominciai a capire che la sua fine era prossima il mio rendimento scolastico subì un calo... fino alla bocciatura al terzo anno di ragioneria, con mia grande sorpresa, nonostante tutto.
Con la sua morte la mia vita cambiò radicalmente e nel giro di poco intensificai i miei impegni cristiani fino al mio ingresso al Carmelo il 13 luglio '84.
   
Torno alla mia storia vocazionale.
Frequentando i miei ritiri mensili capii che dovevo cominciare a "stringere" per la mia scelta vocazionale, che si delineava sempre più chiaramente nella mia mente e nel mio cuore: la consacrazione al Signore. L'idea dell'università...si allontanava sempre di più dal mio cuore e intraprenderla per fare studi giuridici e canonici mi allettava sempre meno...
   
Fu così che venni al Carmelo, senza dire niente a nessuno, nemmeno ai miei di casa, per un'esperienza di vita monastica,
prima di decidere diversamente ma soprattutto prima di orientarmi per la vita attiva tra le Salesiane, o tra le Sorelle della Misericordia del mio paese, o altrove.
Approfittai dell'assenza di mio padre, che era in ospedale, per farmi questa prova al Carmelo.
I primi giorni sentivo una stanchezza tremenda "da scuola" e non riuscivo a stare al passo con le monache...che all'epoca erano solo 7, cinque solenni, e due juniores...
Poi quando si trattò di ripartire...cominciarono i "dolori"...perché sentivo che il Signore si aspettava da me una risposta.
Cominciai il mio grande travaglio con lacrime a non finire...secchi e fiumi... in pochissime ore...
E dissi: "sì, Signore, resto!". E non tornai più a casa.

Il 27 dicembre dell'85 emisi i voti temporanei, festa di san Giovanni Apostolo ed Evangelista, che io scelsi anche come cognome religioso al Carmelo.
Fin da ragazzina avevo sempre avuto un debole per questo discepolo...arrivata al Carmelo mi accorsi che la chiesa era dedicata a questo Santo...
e quindi, per continuare questo mio amore al "discepolo che Gesù amava" me lo scelsi come cognome.
Il 27 dicembre del 90 emisi i voti solenni.
Questa in sintesi o in largo la piccola storia della mia vita, "piccola storia di una grande anima"...che non è certo la mia.
Nel blocco delle sorelle del mio noviziato...c'erano anche alcuni dettagli della mia vita:
"Dal Vangelo ha preso il Cuore e l'Amore (in riferimento a Gesù e a San Giovanni evangelista);
le mie amicizie particolari sono: S. Gregorio Nazianzeno, S.Anselmo, S. Bernardo,  Guglielmo di S. Thierry, Paolo VI, ecc."...
in generale la patristica antica.
Amo i fiori ...e non passo sotto silenzio una mia grande passione: la musica, penso succhiata dal seno materno...e coltivata per quello che ho potuto e posso.

Nel 2010 con grande mia gioia ho festeggiato solennemente il XXV di professione religiosa ancora vivi mio padre e madre Elvira: doni grandi per la mia vita!
Che mistero grande!
Non posso non ringraziare di tutto il Signore, prima cosa del dono della vita, seconda cosa della chiamata a seguirlo...
Termina così la storia di questa piccola grande anima...
   
Un grazie a quanti mi hanno preceduto nel Signore "e dormono il sonno della pace",
mio cugino Maurizio, mio nonno Felicetto, il mio padre spirituale don Luigi, la mia compagna di banco di ragioneria Giacomina che in una settimana mi scomparve dagli occhi e dalla vita,
i miei nonni Giorgia ed Enrico, infine mio padre Alessandro e a seguire Madre Elvira.

Un grazie a tutti i "vivi" che mi hanno aiutato, mi aiutano e mi seguono...-ognuno metta in suo nome -.
A tutti il mio ringraziamento e la preghiera al Signore.
Amen.

...la storia continua!

Suor Maria Noemi di San Giovanni Apostolo ed Evangelista, O. Carm.