Monastero Carmelo Sant'Anna

Carpineto Romano

12 agosto: b. Isidoro Bakanja

Il 24 aprile 1994, il Beato Isidore Bakanja, laico e martire dello Scapolare della Vergine Maria del Monte Carmelo, è stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II. Oggi l’Ordine si riunisce per celebrare il 31° anniversario del riconoscimento da parte della Chiesa della santità di questo cattolico congolese che non volle rinunciare al suo scapolare.

Isidore Bakanja nacque a Bokendela (Repubblica Democratica del Congo) intorno al 1885. Lasciato il suo villaggio, si trasferì a Mbandaka, dove fu battezzato il 6 maggio 1906 e confermato pochi mesi dopo, il 25 novembre 1906. Fu fortemente influenzato dalla testimonianza dei missionari trappisti, coltivando una particolare devozione a Gesù e alla Beata Vergine Maria.

Nonostante le difficoltà incontrate sul lavoro a causa della sua fedeltà a Cristo, rimase saldo nella sua fede. Il 2 febbraio 1909 subì un’atroce flagellazione perché si rifiutò di liberarsi dello scapolare della Vergine del Monte Carmelo che portava sulle spalle. Dopo le terribili percosse e percependo la morte imminente, ricevette l’unzione degli infermi il 24 luglio 1909. Come Cristo morì perdonando i suoi malfattori, così Bakanja morì perdonando il suo carnefice: “L’uomo bianco mi ha colpito; sono affari suoi. Dipende da lui e da Dio. Quando sarò in paradiso, pregherò molto per lui e chiederò a Dio di perdonarlo”.

Bakanja morì il 15 agosto 1909, festa dell’Assunzione, all’età di 24 anni. A imitazione di Cristo, che aveva seguito fin dal battesimo, Isidoro Bakanja visse a modo suo, come San Paolo, che scrisse: “Per me vivere è Cristo” (Filippesi 1, 21). (Filippesi 1, 21). “Per me vivere è essere cristiano”.

Il 7 giugno 1917, i suoi resti furono esumati e sepolti nella parrocchia dell’Immacolata Concezione a Bokote. È stato proclamato beato il 24 aprile 1994. La sua causa di canonizzazione è ora in corso. I Papi Benedetto XVI e Francesco hanno riconosciuto e proposto il Beato Isidoro Bakanja come autentico testimone ed esempio di fede per tutti i cristiani del mondo. Nella sua Esortazione apostolica post-sinodale Christus vivit, Papa Francesco ha nominato il Beato Isidoro Bakanja tra i giovani santi che oggi mobilitano i cristiani nella ricerca della santità e ispirano nuove conversioni. In breve, il Beato Isidoro Bakanja è un patrimonio spirituale ed ecclesiale per il mondo.

Nato tra il 1880 e il 1890 a Bokendela (Congo), nella tribù dei Boangi.
Fin da ragazzo, per vivere fu costretto a lavorare come muratore o nei campi.
Si convertì al cristianesimo nel 1906. Mentre lavorava alle dipendenze dei colonizzatori in una piantagione di Ikili,
dal padrone gli venne proibito di cristianizzare i suoi compagni di lavoro. Il 22 aprile 1909 il sovrintendente della fattoria,
dopo avergli strappato lo Scapolare del Carmine, che Isidoro portava come espressione della propria fede cristiana,
lo fece fustigare duramente a sangue. In seguito alle ferite riportate in questa “punizione” per la sua fede,
sopportate pazientemente e perdonando il suo aggressore, morì il 15 agosto dello stesso anno.
E’ stato beatificato da Giovanni Paolo II il 24 aprile 1994.

 

Iscriviti alla nostra newsletter