Monastero Carmelo Sant'Anna

Carpineto Romano

Domenica 9 novembre: Dedicazione

Inno
Gerusalemme nuova,
immagine di pace,
costruita per sempre
nell’amore del Padre.

Tu discendi dal cielo
come vergine sposa,
per congiungerti a Cristo
nelle nozze eterne.

Dentro le tue mura,
risplendenti di luce,
si radunano in festa
gli amici del Signore:

pietre vive e preziose,
scolpite dallo Spirito
con la croce e il martirio
per la città dei santi.

Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.

Dai «Discorsi» di san Cesario di Arles, vescovo
(Disc. 229, 1-3; CCL 104,905-908)

Con il battesimo siamo tutti diventati tempio di Dio
Con gioia e letizia celebriamo oggi, fratelli carissimi, il giorno natalizio di questa chiesa: ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi. Questo è vero senza dubbio. Tuttavia i popoli cristiani usano celebrare la solennità della chiesa matrice, poiché sanno che è proprio in essa che sono rinati spiritualmente.
Per la prima nascita noi eravamo coppe dell’ira di Dio; la seconda nascita ci ha resi calici del suo amore misericordioso. La prima nascita ci ha portati alla morte; la seconda ci ha richiamati alla vita. Prima del battesimo tutti noi eravamo, o carissimi, tempio del diavolo. Dopo il battesimo abbiamo meritato di diventare tempio di Cristo. Se rifletteremo un po’ più attentamente sulla salvezza della nostra anima, non avremo difficoltà a comprendere che siamo il vero e vivo tempio di Dio. «Dio non dimora in templi costruiti dalle mani dell’uomo» (At 17, 24), o in case fatte di legno e di pietra, ma soprattutto nell’anima creata a sua immagine per mano dello stesso Autore delle cose. Il grande apostolo Paolo ha detto: «Santo è il tempio di Dio che siete voi» (1 Cor 3, 17). Poiché Cristo con la sua venuta ha cacciato il diavolo dal nostro cuore per prepararsi un tempio dentro di noi, cerchiamo di fare, col suo aiuto, quanto è in nostro potere, perché questo tempio non abbia a subire alcun danno per le nostre cattive azioni. Chiunque si comporta male, fa ingiuria a Cristo. Prima che Cristo ci redimesse, come ho già detto, noi eravamo abitazione del diavolo. In seguito abbiamo meritato di diventare la casa di Dio, solo perché egli si è degnato di fare di noi la sua dimora.
Se dunque, o carissimi, vogliamo celebrare con gioia il giorno natalizio della nostra chiesa, non dobbiamo distruggere con le nostre opere cattive il tempio vivente di Dio. Parlerò in modo che tutti mi possano comprendere: tutte le volte che veniamo in chiesa, riordiniamo le nostre anime così come vorremmo trovare il tempio di Dio. Vuoi trovare una basilica tutta splendente? Non macchiare la tua anima con le sozzure del peccato. Se tu vuoi che la basilica sia piena di luce, ricordati che, anche Dio vuole che nella tua anima non vi siano tenebre. Fa’ piuttosto in modo che in essa, come dice il Signore, risplenda la luce, delle opere buone, perché sia glorificato colui che sta nei cieli. Come tu entri in questa chiesa, così Dio vuole entrare nella tua anima. Lo ha affermato egli stesso quando ha detto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò (cfr. Lv 26, 11.12).

Responsorio Cfr. Ez 47, 1. 9
V. Vidi l’acqua uscire dal lato destro del tempio; quelli ai quali giungeva quest’acqua * ottenevano la salvezza e dicevano: Alleluia, alleluia.
V. Nella dedicazione del tempio il popolo cantava inni; con forza e dolcezza risuonava la musica nella loro bocca:
R. ottenevano la salvezza e dicevano: Alleluia, alleluia.

Orazione
Nella chiesa dedicata:
Ascolta, Signore, la preghiera del tuo popolo, che ricorda con gioia il giorno della consacrazione di questo tempio, perché la comunità che si raduna in questa santa dimora possa offrirti un servizio degno e irreprensibile e ottenga pienamente i frutti della redenzione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

 

Un’altra Domenica del Tempo Ordinario (la 32^) cede il posto ad una celebrazione più importante, secondo il Calendario Romano Generale, ed è la Festa della Dedicazione della Basilica di S.Giovanni in Laterano, chiesa-madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe. È la cattedrale del Vescovo di Roma che ”sovraintende alla carità” (S. Ireneo) di tutte le comunità cattoliche.
L’imperatore Costantino, dopo aver sconfitto Massenzio a Ponte Milvio ed essere entrato in Roma, donò a Papa Milziade l’area dove in seguito fece costruire il Palazzo e la Basilica Lateranense, la prima – per data e dignità – di tutte le Chiese d’Occidente. Fu consacrata da Papa Silvestro il 9 Novembre del 324 con il nome di Basilica del SS. Salvatore. Nel corso del XII secolo, per via del suo battistero – il più antico di Roma – fu dedicata a S.Giovanni Battista. Per molti secoli i Papi ebbero la residenza nelle sue vicinanze, e fra le sue mura si tennero duecentocinquanta Concili, di cui cinque ecumenici. Fin dal secolo XII l’anniversario della sua Dedicazione fu celebrato il 9 Novembre. Da Festa iniziale della città di Roma divenne Festa di tutte le chiese di rito romano strette attorno alla cattedra di Pietro, che presiede all’intera assemblea della carità (S. Ignazio di Antiochia). La Dedicazione di una Chiesa è come il suo battesimo, il suo giorno natalizio e i cristiani ”usano celebrare la solennità della Chiesa matrice, perché sanno che è proprio in essa che sono rinati spiritualmente” (S. Cesario di Arles).

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