Monastero Carmelo Sant'Anna

Carpineto Romano

Novena alla Madonna del Carmelo

primo giorno                                    7 luglio

 

Maria, esempio daccoglienza

In ascolto della Parola (Lc 1, 26-38)

Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.

 

Spunti per la meditazione

I vangeli iniziano con il presentarci Maria come la donna che accoglie il progetto di Dio. In atteggiamento di preghiera, ella ascolta, medita, acconsente e risponde di «sì» a Dio che chiama. Accoglie e quest’accoglienza genera in lei la Vita. E il Verbo si fece carne.

Pausa di riflessione

 

Approfondimento:

i papi e la spiritualità carmelitana

Parliamo a voi, Carmelitani, ceppo robusto di sempre vigoreggiante vitalità, la cui vita interiore e attività apostolica s’illuminano dei riflessi costanti di una trepida, confidente, tenerissima pietà mariana. La vita interiore è al primo posto nella molteplice configurazione dei vostri singoli istituti: e pertanto, ne siamo certi, l’auspicato rinnovamento saprà trarre di là il movente, l’ispirazione, il fuoco, il metodo, la salvaguardia, la protezione per la sua efficacia e profondità. Siate gli «specialisti di Dio», prima e sopra tutto: lanciatevi sulla via generosa dell’imitazione di Cristo, della sequela ardente e sincera della sua ubbidienza, della sua povertà, della sua umiltà, della sua vita verginale, portando con Lui la Croce che, sola, ha salvato e salva le anime; e allora sarete anche i suoi apostoli sulla via del mondo, nei paesi in via di sviluppo ove militate quotidianamente le sante e pacifiche battaglie del Vangelo, per l’elevazione spirituale e sociale delle famiglie e dei popoli. Sarete il lievito nella pasta, sarete la luce posta sul monte, il sale della terra, la lampada che arde e dà luce; sarete gli intercessori, i mediatori, i supplici per i doni di Dio all’umanità; sarete gli ambasciatori suoi: noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro! (2 Cor 5, 20).

papa Paolo vi

 

 

In preghiera

Santa Maria, donna accogliente, rendici tuoi imitatori e imitatrici, perché possiamo generare ogni giorno Gesù nelle situazioni di vita che ci troviamo a vivere.

Santa Maria, donna accogliente, insegnaci a meditare la Parola di Dio così come facevi tu, perché in ogni momento della nostra vita sappiamo accoglierla e lasciarci guidare da lei.

Santa Maria, fiore del Carmelo, ascolta la nostra preghiera.

 

 

Mi impegno a leggere ogni giorno una pagina del Vangelo per cercare di capire quel che Dio vuole da me nella mia vita quotidiana.

 

 

Fiore del Carmelo, o Vite fiorita, splendore del cielo, tu solamente, sei Vergine e Madre.

Madre mite, pura nel cuore, ai tuoi devoti, da’ protezione, stella del mare.

secondo giorno                               8 luglio

 

Maria, splendida nel servizio

In ascolto della Parola (Lc 1, 39-45)

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».

Spunti per la meditazione

Subito dopo aver ricevuto l’annuncio dall’angelo, la Madre del Signore parte per andare a trovare sua cugina Elisabetta, anziana, che attende un bambino. Il Vangelo ci dice che Maria si muove in fretta per andare a mettersi a servizio di chi ha bisogno. La Vergine non si “monta la testa” perché in lei si compirà la speranza di Israele, ma, nell’umiltà più completa, si mette in viaggio per andare a prestare il suo servizio nei piccoli e semplici lavori di casa.

 

Pausa di riflessione

 

Approfondimento:

i papi e la spiritualità carmelitana

Il mio pensiero va al monte Carmelo, cantato nella Bibbia per la sua bellezza. Celebriamo, infatti, la festa della Beata Vergine del Monte Carmelo. Su quel monte, che si trova in Israele vicino ad Haifa, il santo profeta Elia difese strenuamente l’integrità e la purezza della fede del popolo eletto nel Dio vivente. Su quella stessa montagna, nel secolo dodicesimo dopo Cristo, si riunirono alcuni eremiti dedicandosi alla contemplazione ed alla penitenza. Dalla loro esperienza spirituale ebbe origine l’Ordine dei Carmelitani.

Il Carmelo indica simbolicamente il monte della piena adesione alla volontà divina e della nostra eterna salvezza. Tutti siamo chiamati a scalare questa montagna spirituale coraggiosamente e senza sosta. Camminando insieme alla Vergine, modello di piena fedeltà al Signore, non temeremo ostacoli e difficoltà. Sostenuti dalla sua materna intercessione, potremo realizzare pienamente, come Elia, la nostra vocazione di autentici “profeti” del Vangelo nel nostro tempo.

papa Giovanni Paolo ii

In preghiera

Madre Maria, esperta nel servizio, aiutaci a capire che è solo nella dimensione dell’essere servi gli uni degli altri che possiamo essere dei veri seguaci di tuo Figlio.

Madre Maria, esperta nel sevizio, rendici capaci di essere sempre disponibili verso coloro che ogni giorno incontriamo nel nostro cammino.

Madre Maria, o vite fiorita, aiutaci a gareggiare nella carità vicendevole.

 

 

Mi impegno a essere disponibile ai bisogni di chi mi sta accanto, soprattutto se si tratta di persone verso le quali non nutro particolari simpatie.

 

 

Fiore del Carmelo… (pag 21)

terzo giorno                                    9 luglio

 

Maria, Madre che ci riveste

dello Scapolare

In ascolto della Parola (Lc 2, 1-20)

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

 

Spunti per la meditazione

L’evangelista Luca ci tramanda il gesto affettuoso e materno di Maria che avvolge di fasce il piccolo Gesù. Un atto che ogni madre ha fatto, in segno di protezione e di cura. Anche noi siamo rivestiti di fasce da Maria, nostra Madre e Sorella: attraverso lo scapolare ella si prende cura di noi, ci protegge. Ci fascia per farci crescere forti e robusti alla scuola di suo Figlio.

Pausa di riflessione

 

Approfondimento:

i papi e la spiritualità carmelitana

È certamente il sacro Scapolare, come veste mariana, segno e garanzia della Madre di Dio: ma non pensino coloro che lo indossino di potere, nella pigrizia e nell’ignavia spirituale, conseguire la vita eterna, ammonendo l’Apostolo: «Con timore e con tremore operate la vostra salvezza» (Fil 2, 12).

Pertanto i Carmelitani tutti che, sia nei chiostri del primo e del secondo Ordine, sia nel Terz’Ordine regolare e secolare, sia nelle Confraternite, appartengono per un particolare vincolo d’amore alla medesimo famiglia della Beatissima Madre, abbiano nel memoriale della stessa Vergine lo specchio dell’umiltà e della castità; abbiano nell’ingenue struttura della veste un breviario di modestia e semplicità; abbiano soprattutto nella veste che giorno e notte indossano, in eloquente espressione simbolica, le preghiere con cui invocano l’aiuto divino.

papa Pio xii

 

In preghiera

Vergine Madre, che rivesti di fasce il tuo Gesù, insegnaci ad essere sempre piccoli per lasciarci «portare in braccio» dal buon Dio.

Vergine Madre, che rivesti di fasce il tuo Gesù e noi, aiutaci a rivestirci di tuo Figlio, per essere ogni giorno segno dell’amore di Dio.

Vergine Maria, splendore del cielo, stringici tutti sotto il tuo manto.

 

Mi impegno a rivestirmi dello scapolare per testimoniare anche esternamente il mio amore a Gesù e a Maria.

 

Fiore del Carmelo… (pag 21)

quarto giorno                               10 luglio

 

Maria, donna contemplativa

In ascolto della Parola (Mt 2, 1-12)

Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele”».

Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

 

Spunti per la meditazione

Cosa avranno pensato Maria e Giuseppe nel vedersi davanti questi uomini misteriosi che vengono da lontano per vedere il loro Gesù? Eppure il Figlio di Dio si è fatto uomo per tutti, anche per questi «lontani». Maria lo capisce subito e lascia che questi sapienti onorino Gesù. Maria è la vera contemplativa, cioè colei che sa vedere la realtà con gli occhi di Dio. E noi? Siamo contemplativi? Riusciamo a vedere la realtà così come la vede Dio? Siamo capaci di donare Gesù alle persone che incontriamo, siano esse conosciute o meno, connazionali o stranieri, ricchi o poveri?

 

Pausa di riflessione

 

Approfondimento:

i papi e la spiritualità carmelitana

La preghiera e la contemplazione, unitamente all’imitazione della Madonna, a cui l’Ordine è dedicato, costituiscono il fondamento e l’anima di ogni apostolato; e ispirare, pertanto, la propria esistenza a tali principi significa voler vivere in intimità con Dio, propiziarne la misericordia sul mondo, sentirsi in spirituale e operante comunione con il prossimo. Di qui il vostro comune programma, il modello di vita che vi stringe in una sola grande famiglia e che rende meritoria la vostra presenza nella Comunità ecclesiale universale.

papa Paolo vi

 

In preghiera

Beata Maria, donna contemplativa, insegnaci a conservare nel nostro cuore le situazioni di ogni giorno per poi impegnarci a vederle con gli occhi di Dio.

Beata Maria, donna contemplativa, insegnaci a vedere in coloro che incontriamo il volto del tuo Figlio e a non fare nessun tipo di discriminazione.

Beata Maria, vergine e madre, portaci tutti a Gesù.

Mi impegno a non emettere giudizi sulle persone che incontro durante il giorno; in particolare mi impegno a non lasciare commenti negativi e/o pungenti sui social network.

 

Fiore del Carmelo… (pag 21)

quinto giorno                                11 luglio

 

Maria, signora dell’offerta

In ascolto della Parola (Lc 2, 22-32)

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: “Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore”; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; lo Spirito Santo che era su di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».

 

Spunti per la meditazione

Proviamo a essere spettatori di quest’episodio. Maria, Giuseppe e Gesù: una famiglia che si reca al Tempio per offrire il bimbo al Signore. Se vogliamo tradurlo in termini della nostra cultura è un po’ come quando la famiglia si prepara per portare il bimbo al battesimo. Sarà capitato tante volte anche a noi di parteciparvi. Cerchiamo, però, di scrutare il cuore della Madre: ella offre con tutta se stessa il Bimbo che è nato da lei al buon Dio. Siamo capaci di imitarla nella nostra vita di ogni giorno?

Pausa di riflessione

 

Approfondimento:

i papi e la spiritualità carmelitana

La Madre del divin Salvatore è giustamente salutata Decoro del Monte Carmelo, dal quale il profeta Elia entusiasta contemplò la nuvoletta che saliva dal mare, simbolo delle più elette grazie.

Di questo onorifico titolo si hanno evidenti e numerose affermazioni con le Cappelle, i Templi, le Associazioni e Istituti della religione cristiana, che comprovano l’intensa venerazione alla Vergine del Carmelo.

Il benedetto simulacro della Vergine che offre il sacro Scapolare è esso solo un incitamento alla vita di fervore religioso, di mitezza, di castità e un incoraggiamento alla confidenza e alla pace.

papa Giovanni xxiii

In preghiera

Figlia di Sion, signora dell’offerta, circoncidi il nostro cuore perché possa appartenere tutto a Gesù.

Figlia di Sion, signora dell’offerta, libera i nostri cuori perché senza paura possa essere solo di proprietà di Gesù.

Figlia di Sion, madre mite, rendi il nostro cuore simile al tuo.

 

Mi impegno a staccarmi da qualcosa a cui sono molto legato per farne dono a chi ne ha bisogno oppure a rivenderla e a donare il ricavato ai poveri.

 

Fiore del Carmelo… (pag 21)

sesto giorno                                   12 luglio

 

Maria,

infaticabile cercatrice di Dio

In ascolto della Parola (Lc 2, 41-50)

I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole.

 

Spunti per la meditazione

Maria e Giuseppe sono angosciati per la perdita del loro Figlio, Gesù. Si mettono in viaggio per cercarlo e lo trovano dopo tre giorni. A volte sembra che Gesù si nasconda dalla nostra vita e ci lasci soli. E noi che facciamo? Ci disperiamo? Ci rivolgiamo ad altri beni? O ci mettiamo in viaggio per cercarlo e non perderlo più? Maria e Giuseppe ci insegnano ad essere degli infaticabili cercatori di Dio, perché egli ci ha fatti per lui e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in lui.

Pausa di riflessione

 

Approfondimento:

i papi e la spiritualità carmelitana

Il Carmelo, alto promontorio che si erge lungo la costa orientale del Mar Mediterraneo, proprio all’altezza della Galilea, ha sulle sue pendici numerose grotte naturali, predilette dagli eremiti. Il più celebre di questi uomini di Dio fu il grande profeta Elia, che nel ix secolo avanti Cristo difese strenuamente dalla contaminazione dei culti idolatrici la purezza della fede nel Dio unico e vero. Proprio ispirandosi alla figura di Elia, è sorto l’Ordine contemplativo dei Carmelitani, famiglia religiosa che annovera tra i suoi membri grandi santi. I Carmelitani hanno diffuso nel popolo cristiano la devozione alla Beata Vergine del Monte Carmelo, additandola come modello di preghiera, di contemplazione e di dedizione a Dio.

Maria, infatti, per prima e in modo insuperabile, ha creduto e sperimentato che Gesù, Verbo incarnato, è il culmine, la vetta dell’incontro dell’uomo con Dio. Accogliendone pienamente la Parola, è “giunta felicemente alla santa montagna», e vive per sempre, in anima e corpo, con il Signore. Maria aiuti ogni cristiano a incontrare Dio nel silenzio della preghiera.

papa Benedetto xvi

 

In preghiera

Dolce Maria, infaticabile cercatrice di Dio, dacci la stessa forza che hai avuto tu nel cercare il tuo Gesù che si era perso nel tempio.

Dolce Maria, infaticabile cercatrice di Dio, guida i nostri passi perché nel cammino della vita possiamo sempre seguire Gesù, faro che ci illumina.

Dolce Maria, madre pura, sii nostra fedele compagna nel viaggio verso Gesù.

Mi impegno a donare un po’ di tempo della mia giornata per ascoltare, senza giudicare, i problemi di chi mi sta accanto: parenti, amici, colleghi di lavoro.

 

Fiore del Carmelo… (pag 21)

settimo giorno                              13 luglio

 

Maria, vergine dell’ascolto

In ascolto della Parola (Lc 11, 27-28)

Mentre Gesù diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

 

Spunti per la meditazione

Può sembrare che Gesù sminuisca il ruolo di Maria, preferendola ai suoi discepoli. Eppure se ben leggiamo il testo, notiamo che Gesù elogia proprio la sua mamma. Ella è la donna che ascolta la Parola di Dio e la mette in pratica in ogni momento. È una discepola attenta, che custodisce nel suo cuore le parole del Figlio suo e giorno dopo giorno le mette in pratica. Ella ci indica la strada perché anche noi facciamo lo stesso, se vogliamo essere suoi veri devoti.

 

Pausa di riflessione

 

Approfondimento:

i papi e la spiritualità carmelitana

Nel mese di luglio celebriamo il ricordo della beata Vergine Maria del Monte Carmelo, tanto cara alla pietà del popolo cristiano in tutto il mondo, e legata in modo speciale alla vita della grande famiglia religiosa carmelitana.

Il pensiero va alla sacra montagna, che nel mondo biblico è sempre considerata come simbolo di grazia, di benedizione e di bellezza. Su quella montagna i carmelitani dedicarono alla Vergine Madre di Dio, Flos Carmeli, che possiede la bellezza di tutte le virtù, la loro prima Chiesa, esprimendo così la propria volontà di affidarsi completamente a lei e di legare indissolubilmente il proprio servizio a Maria con quello “in ossequio a Cristo”.

I grandi mistici carmelitani hanno inteso l’esperienza di Dio nella propria vita come un «cammino di perfezione» (S. Teresa di Gesù), come una «salita del Monte Carmelo» (S. Giovanni della Croce). In questo itinerario è presente Maria. Ella – invocata dai carmelitani come madre, patrona e sorella – diviene, in quanto Vergine purissima, modello del contemplativo, sensibile all’ascolto e alla meditazione della Parola di Dio e obbediente alla volontà del Padre per mezzo di Cristo nello Spirito Santo. Per questo nel Carmelo, e in ogni anima profondamente carmelitana, fiorisce una vita d’intensa comunione e familiarità con la Vergine santa, quale «nuova maniera» di vivere per Dio e di continuare qui in terra l’amore del Figlio Gesù a sua madre Maria.

papa Giovanni Paolo ii

In preghiera

Madre bella, vergine dell’ascolto, apri il nostro cuore perché sappiamo ascoltare le parole del Figlio tuo.

Madre bella, vergine dell’ascolto, apri il nostro cuore e il nostro intelletto perché sappiamo ascoltare le parole del Figlio tuo e metterle in pratica.

Madre bella, pura di cuore, rendici forti nei nostri propositi.

 

Mi impegno ad ascoltare la Parola di Dio con molta attenzione quando viene proclamata durante le celebrazioni liturgiche.

 

Fiore del Carmelo… (pag 21)

ottavo giorno                               14 luglio

 

Maria, madre sotto la croce

In ascolto della Parola (Gv 19, 25-27)

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

 

Spunti per la meditazione

Il vangelo ci dice che sotto la croce di Gesù stavano Maria e il discepolo prediletto, dalla tradizione identificato con Giovanni. La Vergine Madre sta in piedi sotto la croce: da’ forza a suo Figlio perché giunga alla sua ultima ora. Questo brano biblico – caro al cuore di ogni devoto di Nostra Signora del Monte Carmelo – ci insegna che nel momento del dolore non siamo soli: Maria e Gesù sono con noi. E ci ricorda anche che il Signore, morendo, ci ha fatto dono della sua mamma come bene prezioso. Con la nostra vita cerchiamo di essergli riconoscenti!

 

Pausa di riflessione

 

Approfondimento:

i papi e la spiritualità carmelitana

Nella liturgia carmelitana per la festa della Madonna del Monte Carmelo contempliamo la Vergine che sta «accanto alla Croce di Cristo». Quello è anche il posto della Chiesa: vicino a Cristo. Ed è anche il posto di ogni figlio fedele dell’Ordine carmelitano. La vostra Regola inizia con l’esortazione ai fratelli di “vivere una vita in ossequio di Gesù Cristo”, per seguirlo e servirlo con cuore puro e indiviso. La stretta relazione con Cristo si realizza nella solitudine, nell’assemblea fraterna e nella missione. «L’opzione fondamentale di una vita concretamente e radicalmente dedicata alla sequela di Cristo fa della vostra esistenza un pellegrinaggio di trasformazione nell’amore. Il Concilio Ecumenico Vaticano ii ricorda il ruolo della contemplazione nel cammino della vita: la Chiesa ha «infatti la caratteristica di essere nello stesso tempo umana e divina, visibile ma dotata di realtà invisibili, fervente nell’azione e dedita alla contemplazione, presente nel mondo e tuttavia pellegrina». Gli antichi eremiti del Monte Carmelo conservarono la memoria di quel luogo santo e, anche se esuli o lontani, mantenevano lo sguardo e il cuore costantemente fissi alla gloria di Dio. Riflettendo sulle vostre origini e sulla vostra storia e contemplando l’immensa schiera di quanti hanno vissuto nei secoli il carisma carmelitano, scoprirete anche la vostra vocazione attuale di essere profeti di speranza. Ed è proprio in questa speranza che sarete rigenerati. Spesso ciò che appare nuovo è qualcosa di molto antico illuminato da nuova luce. Nella vostra Regola c’è il cuore della missione carmelitana di allora e anche di oggi.

papa Francesco

 

In preghiera

Maria, madre sotto la croce, sii accanto a noi nelle nostre croci quotidiane perché, come te, sappiamo stare in piedi per accettare ed offrire il nostro dolore.

Maria, madre sotto la croce, apri il nostro cuore perché sappiamo accogliere in ogni momento te, che sei il dono che Gesù ci ha lasciato dalla croce.

Maria, madre che proteggi i tuoi figli, sii la nostra guida nella vita quotidiana.

Mi impegno a fare compagnia a una persona che recentemente ha vissuto un lutto.

 

Fiore del Carmelo… (pag 21)

nono giorno                                    15 luglio

 

Maria,

sorella nella comunità cristiana

In ascolto della Parola (At 1,14)

Tutti erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.

 

Spunti per la meditazione

Gesù è asceso al cielo e la prima comunità cristiana si ritrova insieme per pregare. Fra loro c’è anche la Vergine Maria, come Madre e Sorella. Anche nelle nostre assemblee Maria prega con noi. Facciamo si, allora, che la nostra partecipazione al mistero eucaristico sia allegra e piena di vita: non siamo soli. Con noi c’è Gesù. Con c’è Maria, sua e nostra Madre. Con noi ci sono i nostri fratelli e sorelle nella fede.

Pausa di riflessione

 

Approfondimento:

i papi e la spiritualità carmelitana

I primi carmelitani si recarono sul Monte Carmelo perché credevano nell’amore di Dio che aveva tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito. Essi, accogliendo la signoria del Cristo sulle loro vite, si resero disponibili ad essere trasformati dal suo amore. È, questa, la scelta di fondo davanti alla quale è posto ogni cristiano. Lo rilevavo nella mia prima Enciclica: «All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva» (Deus caritas est, 1). Se questa sfida vale per il cristiano, quanto maggiormente deve sentirsi da essa interpellato il carmelitano, la cui vocazione è la salita al monte della perfezione!

Sappiamo bene, tuttavia, che non è per nulla facile vivere fedelmente questa chiamata. In un certo senso, c’è bisogno di proteggersi con delle armature dalle insidie del mondo. Lo ricorda anche la Regola carmelitana: «I fianchi debbono cingersi col cingolo della castità; il petto deve fortificarsi con pensieri santi, perché sta scritto: “Il pensiero santo ti renderà incolume”. Bisogna indossare la corazza della giustizia, in modo che abbiate ad amare il Signore Dio vostro con tutto il cuore, e con tutta l’anima e con tutta la forza, e il prossimo vostro come voi stessi. In tutte le cose deve impugnarsi lo scudo della fede, per mezzo del quale possiate spegnere tutti i dardi infuocati del maligno». E ancora: «La spada dello Spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore». Molte donne e uomini hanno raggiunto la santità vivendo con fedeltà creativa i valori della Regola carmelitana. Guardando a loro, come a tutti gli altri discepoli che hanno seguito fedelmente Cristo, «per un motivo in più ci sentiamo spinti a ricercare la Città futura e insieme ci è insegnata la via sicurissima per la quale, tra le mutevoli cose del mondo, potremo arrivare alla perfetta unione con Cristo, cioè alla santità, secondo lo stato e la condizione propria di ciascuno».

papa Benedetto xvi

 

In preghiera

Santa Maria, sorella nella comunità cristiana, sii per noi sorella nella nostra vita e nella nostra preghiera.

Santa Maria, sorella nella nostra comunità cristiana, siediti accanto a noi e prega con noi perché la nostra preghiera sia secondo il cuore del tuo Figlio.

Santa Maria, stella del mare, madre e sorella nel Carmelo, stringici tutti sotto il tuo manto.

 

Mi impegno a contribuire per l’animazione della celebrazione eucaristica domenicale della mia parrocchia, perché sia un vero momento di preghiera e di gioia fraterna.

 

Fiore del Carmelo… (pag 21)

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