Monastero Carmelo Sant'Anna

Carpineto Romano

XXI domenica C

Tendi l’orecchio, Signore, rispondimi:
mio Dio, salva il tuo servo che confida in te:
abbi pietà di me, Signore;
tutto il giorno a te io levo il mio grido. Sl 85, 1-3

Colletta C
O Padre, che chiami tutti gli uomini per la porta stretta della croce
al banchetto pasquale della vita nuova, concedi a noi la forza del tuo Spirito,
perché unendoci al sacrificio del tuo Figlio,
gustiamo il frutto della vera libertà e la gioia del tuo regno.

La liturgia di questa domenica ruota attorno alla parola “radunare”.

Il passo di Isaia (66, 18-21) appartiene a uno degli ultimi capitoli del libro.
Si sente forte la promessa del Signore Dio di radunare tutti i popoli, e non solo Israele.
Il brano è attraversato da una forte speranza che il Signore realizzerà quello che ha promesso.

La lettera agli Ebrei (12, 5-7.11-13) esorta a perseverare nella correzione.
Si è corretti perché figli. Nelle sofferenze ci si deve affidare al Signore, totalmente ed esclusivamente.
Quindi, l’invito a rafforzarsi “mani e ginocchia” per camminare spediti nelle vie del Signore,
perché la correzione si ha quando si sbaglia, e “Dio ci tratta come figli; qual è il figlio che non viene corretto dal padre?”.

Nel passo di Luca (13, 22-30) apprendiamo il “senso” della salvezza: “alcuni tra gli ultimi saranno tra i primi e alcuni tra i primi ultimi” (v. 22).
Che vuole insegnarci Gesù? Non certo a sapere cose che non ci spettano o a soddisfare la nostra curiosità sull’aldilà: “Signore, sono pochi quelli che si salvano?” (v. 23 )
Ma ci vuole indicare che la via del Regno passa attraverso “la porta stretta”, che il padrone di casa può chiudere quando vuole.
Non basta poi bussare, tentare di farsi riconoscere, aver mangiato e bevuto con il Signore, averlo ascoltato nelle piazze.

Il Signore da dentro sembra non riconoscerci: “allontanatevi da me voi tutti operatori di iniquità” ( v. 27 ).
È iniquità voler indagare sul proprio e altrui futuro, è iniquità non voler passare attraverso la porta stretta,
è iniquità difendersi con una fede apparente, è iniquità addurre scuse per il regno,
è iniquità non allinearsi al Vangelo.
“Verranno da oriente […] e siederanno a mensa nel regno di Dio” (v. 29 ):
tutti i lontani diventano vicini, perché riconoscono la via del Signore, si incamminano su di essa, e raggiungono il Regno dove siedono a mensa.
E diventano i primi. E dei primi in questo mondo che ne sarà?
“Là ci sarà pianto e stridore di denti” (v. 28 ), perché ora comprendono di aver perso il Regno, quello dei Cieli.
In un altro brano del vangelo si legge: “hanno già ricevuto la loro ricompensa quaggiù…”

Il filo conduttore tra Isaia e il Vangelo di Luca è nella parola “radunare”.

Signore Gesù,
la porta stretta ci sta davanti e vogliamo incamminarci, passare per essa.
Tu sei la Porta; entrati da te, ne usciamo rinnovati, ristorati e sollevati.
La via larga e spaziosa ci sta lo stesso davanti ma non c’è pace, non c’è salvezza.
Aiutaci a essere i primi nel tuo Regno,
a collaborare con te nel prepararci un posto,
il nostro posto, quello che tu hai predisposto da sempre.

Oggi ci aiuta pregare e meditare sul Salmo 22: Il Signore è il mio pastore.

In questa settimana:
– 25 agosto: s.Maria di Gesù Crocifisso (detta la piccola araba), mem. fac.
– 26 agosto: beato Jacques Retouret, carmelitano, mem. fac.
– 27 agosto: s. Monica, mem.- processione di s. Agostino per Carpineto-
– 28 agosto: s. Agostino, vescovo e dottore della Chiesa, mem. -solennità per Carpineto-
– 29 agosto: Martirio di s. Giovanni Battista, mem.

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