Monastero Carmelo Sant'Anna

Carpineto Romano

Corpus Domini 2024

Disputa del Sacramento - Corpus Domini

Il Signore ha nutrito il suo popolo con fior di frumento,
lo ha saziato di miele della roccia. (Sl 80, 17).

Signore, Dio vivente, guarda il tuo popolo radunato intorno a questo altare per offrirti il sacrificio della nuova alleanza; purifica i nostri cuori, perché alla cena dell’Agnello possiamo pregustare la Pasqua eterna della Gerusalemme del cielo.

 

La solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Corpus Domini)

Non ci sono molte parole per parlare di questo grande mistero e dono che è l’Eucaristia.

La festa odierna, pur essendo stata istituita nel XII secolo, affonda le radici nell’ultima cena di Gesù.

Vorremmo invitarvi, oggi, a non usare molte parole nella preghiera, ma solo a guardare Colui dal quale sappiamo di essere amati, come ci dice santa Teresa di Gesù. Rileggiamo i brani che la liturgia della Parola ci propone per oggi, lasciandoci guidare dal prefazio che parla dell’Eucaristia come vincolo di unità e di perfezione.

Liturgia della Parola

* Prima lettura: Es 24,3-8. Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi.
* Salmo responsoriale: Sal 115. Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.
* Seconda lettura: Eb 9,11-15. Il sangue di Cristo purificherà la nostra coscienza.
* Vangelo: Mc 14,12-16.22-26. Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.

Il Signore non ci lascia soli: il suo Corpo e il suo Sangue per noi, fino alla fine del mondo. Questo mistero è grande: ma il sacramento ci è dato per “avere la vita e averla in abbondanza”.

Alimentiamo la nostra fede con il Signore: è Lui tutto il nostro essere e il nostro operare. È il Signore che ci trasforma interiormente, ci dona la forza, ci dona il coraggio, ci dona la vita divina che Lui ha con il Padre e il Figlio.

La sequenza

La solennità del Corpus Domini abbonda di “inni eucaristici”. La sequenza (Lauda Sion) – facoltativa – della Messa dice:

Sion, loda il Salvatore,
la tu guida il tuo pastore,
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena,
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l’antico è giunto al termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l’ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue:
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi:
ma diversa ne è la sorte,
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morti agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza,
nulla Ë diminuito
della sua persona.

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon Pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni

nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo,
nella gioia dei tuoi santi.

Prefazio

È veramente cosa buona e giusta renderti grazie
e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode,
Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Nell’ultima cena con i suoi Apostoli,
egli volle perpetuare nei secoli
il memoriale della sua passione
e si offrì a te, Agnello senza macchia,
lode perfetta e sacrificio a te gradito.
In questo grande mistero tu nutri e santifichi i tuoi fedeli,
perché una sola fede illumini
e una sola carità riunisca l’umanità diffusa su tutta la terra.
E noi ci accostiamo a questo sacro convito,
perché l’effusione del tuo Spirito
ci trasformi a immagine della tua gloria.

Foto | Raffaello Sanzio, Public domain, da Wikimedia Commons

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