Monastero Carmelo Sant'Anna

Carpineto Romano

IV domenica di Pasqua B

Della bontà del Signore è piena la terra;
la sua parola ha creato i cieli. Alleluia. (Sal 32, 5-6)

O Dio, creatore e Padre, che fai risplendere la gloria del Signore risorto quando nel suo nome è risanata l’infermità della condizione umana, raduna gli uomini dispersi nell’unità di una sola famiglia, perché aderendo a Cristo buon pastore gustino la gioia di essere tuoi figli.

Oggi è la “domenica del buon Pastore“ e si celebra la 58a giornata mondiale di preghiera per le vocazioni “San Giuseppe: il sogno della vocazione”.

Viene detta domenica “del buon Pastore“ perché nel Vangelo (Gv 10,11-18) Gesù si definisce come buon pastore:
“Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore.
Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore”.

Di questo buon Pastore, dice Pietro nella prima lettura (At 4,8-12), che: “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati”.

E Giovanni, nella seconda lettura (1Gv 3,1-2) ci riempie di gioia: “Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è”.

L’immagine del Pastore oggi ci dice poco o nulla e l’uomo d’oggi rifiuta sdegnosamente il ruolo di “pecora“. Non si ha l’immagine neanche nei ricordi! Eppure senza che ce ne accorgiamo spesso ci comportiamo da “pecore“ lasciandoci guidare supinamente da ogni sorta di manipolazione e di persuasione occulta o politica.
Gesù, buon Pastore, ci mette davanti la figura eterna e universale del “capo” tra gli uomini, il modo con cui i capi, i dominatori e i potenti hanno sempre concepito il loro rapporto con gli uomini, loro sudditi.
Ma la riveste di significato nuovo.
Egli dice che il Buon Pastore è colui che offre la sua vita per le pecore, non altro.
Mostra il vero modello dell’autorità: colui che è capace di offrire la propria vita per la vita delle pecore.
Non è la capacità di dominio, non è il potere, non è la dialettica, il successo che fanno un “buon governo“, ma la capacità di offrire la propria vita per la vita del Popolo affidato.
Gesù può dichiararsi “buon pastore“, perché dà la sua vita per le pecore che egli ama.
È un ribaltamento dell’immagine: dall’essere servito a servire, dall’essere primo all’essere ultimo.
Gesù dice: “Io sono il Buon pastore”, e la prova sta nella sua libertà e disponibilità a dare la sua vita per me e a riprendersela per poter ricominciare.
Questo significa che è uno che dà, e non chiede niente in cambio.

Possiamo pregare e meditare sul salmo 22 (23) del buon pastore.

Signore Gesù, inviato del Padre,
per la nostra salvezza,
insegnaci la via della vita,
la via della verità.
Tu solo sei la Via,
e noi senza di Te, non possiamo far nulla.
Tu, buon Pastore delle nostre anime,
guidaci ai pascoli erbosi e nutrici sempre di Te
e del tuo Spirito.

***
Pastore delle anime
O Gesù, divino Pastore delle anime,
che hai chiamato gli apostoli per farne pescatori di uomini,
attrai a te ancora anime artendi e generose di giovani,
per renderli tuoi seguaci e tuoi ministri;
falli partecipi della tua sete di universale redenzione,
per la quale rinnovi sugli altari il tuo sacrificio.

Tu Signore, “sempre vivo a intercedere per noi”,
dischiudi loro gli orizzonti del mondo intero,
ove il muto supplicare di tanti fratelli
chiede luce di verità e calore di amore,
affinchè rispondendo alla tua chiamata
prolunghino quaggiù la tua missione,
edifichino il tuo Corpo mistico, che è la Chiesa,
e siano “sale della terra, luce del mondo”.

Estendi, Signore, la tua amorosa chiamata
anche a molte anime di donne illibate e generose,
e infondi loro l’ansia della perfezione evangelica
e dedizione al servizio della Chiesa e dei fratelli
bisognosi di assistenza e di carità.
Amen.
(San Paolo VI, 11 aprile 1964)

In questa settimana:
– 29 aprile s. Caterina da Siena, patrona d’Italia, festa
– 1 maggio: s. Giuseppe Lavoratore, mem.

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