Monastero Carmelo Sant'Anna

Carpineto Romano

X domenica del Tempo ordinario 2024

X domenica del Tempo ordinario B

Il Signore e mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?
Proprio coloro che mi fanno del male
inciampano e cadono.

Sl 26, 1-2

O Dio, sorgente di ogni bene, ispiraci propositi giusti e santi e donaci il tuo aiuto, perché possiamo attuarli nella nostra vita.

Colletta B

O Padre, che hai mandato il tuo Figlio a liberarci dalla schiavitù di Satana, sostienici con le armi della fede, perché il combattimento quotidiano contro il maligno
partecipiamo alla vittoria pasquale del Cristo.

La liturgia della Parola

La prima letturaGen 3,9-15 – ci parla della “voce” di Dio, dopo la trasgressione: “Ho udito la tua voce nel giardino, ho avuto paura”. L’uomo e la donna si incolpano a vicenda, senza sapere che il “maligno” aveva già diviso il loro cuore.

Il Salmo responsoriale ci ricorda: “Il Signore è bonta e misericordia”.

Nella seconda lettura2Cor 4,13-5.1 – san Paolo ci parla della fede: “Ho creduto e perciò ho parlato”. La fede dona la forza di credere che Gesù è risuscitato dai morti. Le cose visibili sono d’un momento, quelle invisibili sono eterne.

Nel VangeloMc 3, 20-35 – troviamo la folla che cerca Gesù, al punto che non si poteva neanche mangiare. I suoi “familiari” andarono a prenderlo. Qui, ritorna il tema della Genesi: il male, il maligno. “Una casa divisa in se stessa non potrà restare in piedi”, dice Gesù. Quindi, se il male è presente non si può parlare di altro. “Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre”, dice Gesù alla folla. Siamo chiamati a riconoscere il male, il maligno e a starci alla larga.
Chi è con Gesù, chi è per Lui, sa riconoscere la verità.

Riflessione

Scrive papa Francesco nell’Esortazione apostolica Gaudete et exsultate:

Non ammetteremo l’esistenza del diavolo se ci ostiniamo a guardare la vita solo con criteri empirici e senza una prospettiva soprannaturale. Proprio la convinzione che questo potere maligno è in mezzo a noi, è ciò che ci permette di capire perché a volte il male ha tanta forza distruttiva. È vero che gli autori biblici avevano un bagaglio concettuale limitato per esprimere alcune realtà e che ai tempi di Gesù si poteva confondere, ad esempio, un’epilessia con la possessione demoniaca. Tuttavia, questo non deve portarci a semplificare troppo la realtà affermando che tutti i casi narrati nei vangeli erano malattie psichiche e che in definitiva il demonio non esiste o non agisce. La sua presenza si trova nella prima pagina delle Scritture, che terminano con la vittoria di Dio sul demonio. Di fatto, quando Gesù ci ha lasciato il “Padre Nostro” ha voluto che terminiamo chiedendo al Padre che ci liberi dal Maligno. L’espressione che lì si utilizza non si riferisce al male in astratto e la sua traduzione più precisa è «il Maligno». Indica un essere personale che ci tormenta. Gesù ci ha insegnato a chiedere ogni giorno questa liberazione perché il suo potere non ci domini.

Non pensiamo dunque che sia un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea. Tale inganno ci porta ad abbassare la guardia, a trascurarci e a rimanere più esposti. Lui non ha bisogno di possederci. Ci avvelena con l’odio, con la tristezza, con l’invidia, con i vizi. E così, mentre riduciamo le difese, lui ne approfitta per distruggere la nostra vita, le nostre famiglie e le nostre comunità, perché «come leone ruggente va in giro cercando chi divorare» (1 Pt 5,8).

Calendario della settimana

In questa settimana ricorrono alcune memorie:
– 11 giugno: s. Barnaba, apostolo
– 12 giugno: beato Ilario, carmelitano
– 13 giugno: s. Antonio, sacerdote e dottore
– 14 giugno: s. Eliseo profeta

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