Tu sei giusto, Signore,
e sono retti i tuoi giudizi:
agisci con il tuo servo secondo il tuo amore. Sl 118, 137.124
Colletta A
O Padre, che ascolti quanti si accordano nel chiederti qualunque cosa nel nome del tuo Figlio,
donaci un cuore e uno spirito nuovo, perché ci rendiamo sensibili alla sorte di ogni fratello,
secondo il comandamento dell’amore, compendio di tutta la legge.
La liturgia di questa XXIII domenica A è incentrata sul tema della “correzione fraterna”, correggersi per migliorare,
correggersi per camminare insieme da fratelli, correggersi per attuare il comandamento dell’amore.
Nella prima lettura Ezechiele (Ez 33, 1.7-9) ci parla del comportamento del malvagio.
Il profeta deve richiamare “il malvagio perché desista dalla sua condotta”.
Se il profeta non fa questo, della sua morte il Signore gli chiederà conto.
Nella seconda Paolo (Rom 13, 8-10) ci parla di un debito (senza spendere!) ed è l’amore vicendevole.
I comandi: “Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai” sono racchiusi nel comandamento dell’amore.
Se si ama, queste cose non si fanno. L’amore non può far male al prossimo.
Nel Vangelo (Mt 8, 15-20) Gesù ci porta l’esempio di un fratello che commette una colpa.
Prima ammoniscilo da solo, poi se non ascolta con una o due persone.
Se poi neanche così si rende disponibile all’ascolto e alla correzione allora portare il caso alla comunità.
C’è una “gradualità” nel correggere il fratello.
Ma se si ascoltasse subito non si arriverebbe così lontano.
La conclusione del Vangelo è il contrario di questo indurimento: mettersi d’accordo nel bene per chiedere al Padre.
Il Padre non può non concedere quando si chiede con amore.
Essere docili allo Spirito porta all’ascolto, l’ascolto ci apre il cuore all’amore, e l’amore ci apre ai fratelli.
Con il salmista cantiamo: Ascoltate oggi la voce del Signore.
Spirito Santo,
lascia che ti parli ancora una volta sola;
per me è difficile staccarmi dall’incontro con questa tua Parola,
perché in essa sei presente tu, vivi e agisci tu.
Presento a te, alla tua intimità, al tuo Amore,
il mio volto di discepolo;
mi specchio in te, Spirito Santo.
Consegno a te, dito della destra del Padre, i miei lineamenti,
i miei occhi, le mie labbra, le mie orecchie…
compi l’opera di guarigione, di liberazione e di salvezza;
io rinasca, oggi, uomo nuovo dal grembo del tuo fuoco,
dal respiro del tuo vento,
Spirito Santo, io so che non sono nato per restare solo;
per questo ti prego: mandami ai miei fratelli,
perché possa annunziare loro la Vita che viene da te. Amen.
In questa settimana:
– 8 settembre: Natività di Maria Santissima, festa
– 12 settembre: Nome di Maria, mem. fac.
