Monastero Carmelo Sant'Anna

Carpineto Romano

Domenica III quaresima

“I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,
perché libera dal laccio i miei piedi.
Volgiti a me e abbi misericordia,
Signore, perché sono povero e solo” (Sl 24, 15-16)

Colletta
Signore nostro Dio, santo è il tuo nome;
piega i nostri cuori ai tuoi comandamenti e donaci la sapienza della croce,
perché, liberati dal peccato, che ci chiude nel nostro egoismo,
ci apriamo al dono dello Spirito per diventare tempio vivo del tuo amore.

La prima lettura di questa III domenica di quaresima è tratta dall’Esodo (20, 1-17)
ed è la legge che Dio dà a noi per mezzo di Mosè: i comandamenti. Meglio dire le “dieci parole” o decalogo.
Dire comandamenti…ci fa subito pensare a “imposizioni”…ma sono “parole” e comandi liberatori!

Sono parole di vita eterna, come ci ricorda il salmo responsoriale (Salmo 18):
La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
I precetti del Signore sono retto, fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido, illumina gli occhi.

Ma l’osservanza, anche se perfetta, della legge è inutile se non se ne comprende il cuore.

Il Vangelo di oggi (Gv 2, 13-25) ci presenta Gesù che prende la frusta e scaccia quanti, pur osservando la legge, avevano trasformato il tempio in un luogo di commercio (mercato).
La religione dell’esteriorità è morta. Nasce, con Gesù, l’impellente esigenza di un culto interiore che passi attraverso il rapporto profondo di amore con la sua persona e immetta la nostra vita, di fatto (non a parole) nel mistero pasquale.
Dobbiamo cambiare qualche cosa nel nostro modo di pregare, di rendere culto a Dio: a volte si possono pure dire mille preghiere e non essere persone di preghiera.
Se la legge del Signore non entra nel nostro cuore e non ci trasforma, se noi non ci convertiamo, sono quasi inutili tutti i digiuni, le astinenze, le veglie e le preghiere che facciamo.

Dobbiamo annunciare, con la vita, Cristo crocifisso, come ci ricorda Paolo nella seconda lettura (1Cor 1, 22-25), quel Cristo che è uno scandalo e continua ad esserlo oggi, perchè un Dio che muore in croce sembra non piacere a nessuno.
Ma essere cristiani è impegnativo e non è una cosa semplice.
Convertirsi, cambiare strada, cambiare “mente”: questa è la quaresima. Il resto è pura esteriorità.

Signore, tu hai parole di vita eterna.
Le nostre sono vuote e a volte senza senso e feriscono.
Donaci lo Spirito che ci rende adoratori del Padre in spirito e verità.
Fa che la nostra fede non sia oggetto di commercio e baratto.
Aiutaci a seguirti, tu che hai dato la tua vita per noi,
tu che ci doni la vita eterna, tu che sei l’eletto del Padre.
Fa che possiamo trovare nella tua Casa riparo e conforto
“come la rondine il nido dove porre i suoi piccoli” (Sl 83,4).
“Beato che abita la tua casa: sempre canta le tue lodi” (Sl 83, 5)

Ricordiamo: non facciamo della casa del Padre un luogo di mercato, non facciamo della nostra vita una “bancarella” dove ci vendiamo al primo offerente.

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